La meraviglia all’improvviso: il Trenino Rosso del Bernina tappa per tappa

Ho un debole per i viaggi in treno, per le stazioni e per i binari: mi affascina l’idea di vedere paessaggi e scenari, incorniciati dal finestrino, che scorrono veloci, come fossero fotogrammi. Per questo motivo, già da qualche anno balenava nella mia testa l’idea di percorrere la linea del Bernina a bordo del celebre Trenino Rosso che collega Tirano a St. Moritz. Avevo sentito parlare e visto qualche fotografia di questo itinerario, a cavallo tra Italia e Svizzera, ma devo riconoscere che l’idea che mi ero fatta era davvero rudimentale se paragonata alla realtà che si è manifestata davanti ai miei occhi: una tenace gara tra maestosità della natura e spirito pionieristico dell’uomo, che si trasforma in una sinergia sublime in cui “il paesaggio segna l’uomo e l’uomo segna il paesaggio“. dsc_0075

La linea del Bernina è un vero capolavoro di ingegneria edile: la tratta ferroviaria, ultimata nel 1910, attraversa le Alpi a cielo aperto, affrontando pendenze del 70%. Dal 2008 la Ferrovia Retica è stata riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, non solo perchè si tratta di un’eccellenza dal punto di vista tecnico ma soprattutto perchè l’opera dell’uomo è perfettamente coesa con il paesaggio d’alta montagna. dsc_0051

Il Trenino arriva al capolinea St. Moritz, in circa due ore e trenta minuti; secondo me, però, diverse fermate della tratta meritano un approfodimento dal vivo, quindi il mio consiglio è di scendere, godersi il paesaggio e aspettare il treno successivo, che passerà dopo circa un’ora. L’ideale è prendere il primo treno delle 9.00 così da avere un’intera giornata a disposizione: per questo se si arriva in macchina, conviene pernottare a Tirano, la località italiana da cui parte il Trenino, ovviamente dopo aver consumato una cena a base di specialità enogastronomiche locali.

Vi racconto, quindi, la mia giornata a bordo del Trenino Rosso del Bernina, cercando di ordinare i miei pensieri (e le decine di fotografie che ho scattato) per tappa, soffermandomi su quelle che ho apprezzato di più.

– Brusio

La prima fermata degna di nota è Brusio, cui si arriva dopo circa un quarto d’ora dalla stazione di Tirano. Per la precisione, non è la fermata in sè a suscitare interesse, quanto il viadotto elicoidale che si trova poco prima della stazione. Due dritte per fotografarlo: anzitutto, a Tirano cercate di trovare posto in una carrozza in fondo, così da poter immortalare tutto il treno che attraversa il viadotto; la seconda: sedetevi sul lato destro.dsc_0001

– Le Prese / Miralago

Faccio fatica a trovare le parole giuste per esprimere la meraviglia che ho provato quando, scendendo dal Trenino alla fermata di Le Prese, mi sono trovata davanti agli occhi un paesaggio talmente tanto perfetto da apparire quasi surreale: le montagne, con le cime appena innevate, che si specchiavano nelle acque del Lago di Poschiavo, creando un gioco di riflessi, chiaroscuri e immagini speculari. dsc_0005

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Dalla fermata di Le Prese ho raggiunto a piedi la stazione successiva, percorrendo la passeggiata pedonale che circumnaviga il lago. Credo che non sia difficile capire perchè io abbia perso il treno successivo: ero talmente tanto rapita da quel paesaggio sublime da aver smarrito la cognizione del tempo. Una passeggiata lenta, fatta di pause ogni dieci passi, sorrisi che riempiono il viso e occhi che indugiano nella bellezza: questo è uno dei tanti ricordi preziosi di una domenica di metà dicembre che custodirò gelosamente. 

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– Poschiavo

La cittadina più importante della Valposchiavo, celebre per le sue costruzioni in stile rinascimentale. dsc_0048

– Alp Grüm

La stazione di Alp Grüm è, insieme alla successiva, la fermata che ho preferito: l’edificio di pietra è incastonato tra le montagne e i ghiacciai circostanti e offre un panorama a perdita d’occhio sulle Alpi. Lo scenario perfetto per godersi una cioccolata calda e un ottimo strudel!

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– Ospizio Bernina

Questa è la stazione più alta dell’intera tratta, situata a 2253 m.s.l.m. Proprio qui, in cima al Passo Bernina si trovano due laghetti, il Lago Bianco e il Lago Nero: la differenza di colore dipende dal fatto che nel primo e non nel secondo confluisce l’acqua del ghiacciaio. L’effetto cromatico si può apprezzare nei mesi estivi, ma, anche d’inverno questa parte dell’itinerario ha il suo fascino, visto che la superficie dei laghi è ghiacciata e diventa una perfetta pista di pattinaggio! dsc_0069dsc_0096

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– St. Moritz

La linea retica si snoda tra gallerie, ghiacciai e boschi (passando per le stazioni di Diavolezza, Morteratsch e Pontresina) e fa capolinea a St. Moritz, celebre località turistica. Questa era la tappa che mi attirava meno: ho preferito dedicare più tempo alle fermate precedenti e qui mi sono limitata a fare una passeggiata lungo il lago, anch’esso ghiacciato.dsc_0091

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CONSIGLI DI VIAGGIO:

  • Io non ho prenotato in anticipo i biglietti del treno, li ho acquistati in stazione (quella della Ferrovia Retica e non Ferrovie dello Stato), con una mezz’oretta di anticipo per riuscire a trovare dei posti in fondo al treno.
  • Il biglietto costa 64 franchi, ma si può pagare anche in euro: comprende un viaggio di andata e uno di ritorno e la possibilità di scendere innumerevoli volte nelle varie fermate. Alcune carrozze del Trenino sono panoramiche: in questo caso bisogna prenotare i posti con un po’ di anticipo e non è possibile scendere dal treno; considerate anche che in questi vagoni dedicati i finestrini, a differenza di quelli delle carrozze normali, non si possono abbassare.
  • In stazione prendete una brochure con gli orari dei treni, ma tenete presente che ne passa circa uno ogni ora, quindi calcolate bene i tempi se scendete a qualche fermata.

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Durante il viaggio di ritorno verso Tirano ho riposto la macchina fotografica e ho dimenticato di scattare fotografie: lo considero un buon segno perchè questo significa che ero lì, presente, in quel preciso momento, mentre il Trenino Rosso scalava le montagne, il sole iniziava a tramontare e il cielo si colorava di mille sfumature di rosa. Ho guardato il paesaggio con il naso schiacciato sul finestrino, con lo stupore di una bambina e sono tornata a casa con gli occhi pieni di bellezza, ripensando a tutte le cose che avevo visto e imparato. Una in particolare non la dimenticherò: una delle caratteristiche della tratta del Bernina è “l’andamento a chiocciola”, ciò significa che in diversi punti il treno entra in un tunnel completamente buio, si inclina leggermente (facendo in realtà una curva di 180 gradi!) e all’uscita il panorama circostante è completamente capovolto, il paesaggio lacustre che prima era a destra è ora a sinistra e viceversa i ghiacciai e le montagne. Sembra quasi una magia e mi piace molto l’idea che sottointende: a volte bisogna avere il coraggio di chiudere gli occhi, addentrarsi nel buio, riaprire gli occhi e, a quel punto, lasciarsi andare alla meraviglia che si palesa tutto d’un tratto e ti lascia senza fiato.

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17 thoughts on “La meraviglia all’improvviso: il Trenino Rosso del Bernina tappa per tappa

  1. Ma lo sai che ieri stavo proprio parlando con delle mie amiche che mi sarebbe piaciuto fare questo viaggio durante le ferie e mentre ne parlavo mi è arrivata la mail del tuo nuovo articolo!? Che parlava proprio del trenino! Ahahah! Domanda: se uno volesse dormire una o due notti e quindi fare il viaggio in più giorni…Il biglietto regionale del treno va rifatto ogni giorno? Oppure è un biglietto particolare?

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  2. E’ stata un’esperienza che ho amato molto anche io. Come te, ho scelto l’inverno per farla (era il giorno di San Valentino) e il tempo era gelido e leggermente coperto. Tutto era bianco… il suolo attorno ai binari e il cielo sopra il treno.
    Fantastico!

    lo rifarei anche domani! 🙂

    Elena

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    • Ciao Elena! Io sono stata fortunatissima perchè era una giornata splendida, e non molto fredda. Non c’era moltissima neve, però. Anch’io rifarò questo itinerario, sono curiosissima di andare in estate per vedere i laghetti in cima e magari fare un po’ di trekking 🙂 grazie per essere passata di qui e buona giornata!

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  3. Dopo il viaggio lungo la Flåmsbana norvegese non voglio perdermi nemmeno il trenino del Bernina! Ci penso da un po’ e anche a me – come a Flavia – piacerebbe fermarmi per una notte o due, magari la prima a Tirano e la seconda a St. Moritz, per poi tornare a casa. Bellissime anche le foto 🙂

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  4. Beh, quando si leggono articoli del genere così belli e carichi di emozione anche l’esperienza che fino a quel momento non avevi pensato di fare diventa necessaria e soprattutto super voluta.
    Mi informerò per il prossimo inverno perché veramente sembra una mangia! ❤

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  5. Ciao. Io non ho nulla da raccontare in materia; è un itinerario tante volte pensato, tante volte sul punto di….ma mai fatto. Ti ringrazio per il bel resoconto, le ottime foto e i numerosi consigli sparsi qua e là nel racconto.
    Grazie e….chissà che non ci salirò anche io?
    Giulio

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    • Ciao Giulio, anzitutto grazie per essere passato di qui e aver lasciato un commento! Ho un bellissimo ricordo della giornata trascorsa a bordo del Trenino del Bernina, e ti auguro di andare a fare un salto presto: è un viaggio molto suggestivo in tutte le stagioni!
      Elisa

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  6. Ciao. Io non ho nulla da raccontare in proposito se non che l’ho adocchiato diverse volte e spesso sono stato sul punto di fare questo viaggio. Ma ora, col tuo bell’articolo e le altrettanto belle foto penso che prossimamente….facendo tesoro dei consigli che hai sparso qua e là.
    Grazie

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