Cosa vedere in Val d’Orcia: itinerario alla scoperta dei luoghi più fotografati

La Toscana iconica, quella verdissima, con le strade puntellate di cipressi, i borghi arrocati sulle colline, che non alterano, anzi completano ed esaltano il paesaggio creato dalla natura: l’avevo sempre immaginata così la Val d’Orcia. Non è un caso che questo angolo di Bel Paese abbia rapito il cuore di milioni di turisti da tutto il mondo: è merito dei paesaggi da cartolina, che tanto assomigliano a quelli usati per gli sfondi del desktop, ma anche dell’ospitalità, del buon cibo e dell’ottimo vino. La Val d’Orcia è un posto perfetto per allontanarsi dalla frenesia della quotidianità e riappropriarsi del proprio tempo: più si rimane tra le sue dolci colline, più si avvertono gli effetti benefici di questa terapia a base di bellezza. Ma se si ha a disposizione solo un giorno o un weekend? Vi assicuro che la terapia funziona lo stesso: una giornata in giro per la Val d’Orcia mi ha permesso di svuotare la testa dai pensieri e dalle preoccupazioni e fare il pieno di positività. Visto che avevo poco tempo a disposizione, ho deciso di percorrere un itinerario fotografico, a caccia degli angoli più suggestivi della Val d’Orcia: in questo post vi racconto le singole tappe della mia giornata tra le colline toscane… e ovviamente vi svelo i punti esatti per immortalare gli scorci più belli!

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Cosa vedere in Val d’Orcia: i Cipressi di San Quirico

Un itinerario fotografico in Val d’Orcia non può che iniziare da qui: i celeberrimi cipressi di San Quirico. In realtà, si tratta di due gruppi di cipressi: alcuni, più piccoli sono disposti in circolo, in cima alla collina; altri, più grandi, si trovano a valle.

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Qual è il punto migliore per fotografare i cipressi di San Quirico d’Orcia? Non bisogna fare molta fatica perchè c’è un’area di sosta lungo la Strada Regionale n.2: è quella che ho cerchiato in blu nella foto sottostante. Non si può sbagliare visto che ci saranno sicuramente tante macchine e moto posteggiate! Da lì si può risalire la collina fino al cerchio di cipressi o limitarsi a scattare la foto dal basso: in ogni caso, il colpo d’occhio, specie in una giornata di sole, con qualche nuvola che fa capolino, sarà incantevole. D’altronde questo luogo è diventato il simbolo di un’intera regione!

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Cosa vedere in Val d’Orcia: il borgo di San Quirico

Lasciati i cipressi alle spalle – tranquilli, ne vedrete tanti, tanti altri! – l’itinerario prosegue verso il borgo di San Quirico d’Orcia: un paesino delizioso, che sorge proprio al centro della Val d’Orcia, e per questo è un ottimo punto anche per pernottare. San Quirico è davvero una bomboniera: mi è piaciuto tantissimo passeggiare per le sue stradine, pittoresche e poco affollate. Anche se è un borgo piccolissimo, San Quirico conserva delle vere chicche: la collegiata di San Quirico e Giulitta, gli Horti Leonini e poi innumerevoli vedute panoramiche sulle colline circostanti.

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Cosa vedere in Val d’Orcia: la Capella della Madonna di Vitaleta

A questa piccola cappella circondata dai campi di grano si arriva dopo una breve passeggiata: da lontano si vede solo il retro, un puntino in mezzo al verde, circondato dagli onnipresenti cipressi. Lo so, in fondo è solo una chiesetta, ma ancora una volta, non è l’edificio in sè ad essere particolare ma il fatto che si trovi proprio lì, tra le dolci colline della Val d’Orcia, dove opera dell’uomo e della natura sono talmente in simbiosi, che quasi non si riesce più a distinguerle.

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Lungo la strada per arrivare alla Capella della Vitaleta, arrivando da Bagno Vignoni ho avvistato un luogo perfetto per scattare la famosa foto con il viale di cipressi. Vi lascio le indicazioni nella foto sottostante.

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Cosa vedere in Val d’Orcia: Bagno Vignoni

Come è facile intuire dal nome, questo borgo è celebre per sue terme: conosciute già dai romani, nel Medioevo divennero ancora più famose perchè Bagno Vignoni si trova in prossimità della Via Francigena: così questo borgo fu punto di sosta e ristoro molto frequentato dai pellegrini che si recavano a Roma. Anche se non avete abbastanza tempo per farvi coccolare dalle acque termali, vi consiglio di fare tappa a Bagno Vignoni, perchè questo borgo ha una caratteristica particolare: al centro c’è una piazza, ma non una qualunque, una piazza d’acqua, alimentata da una sorgente! Prima di arrivare al centro del borgo affacciatevi dal belvedere nei pressi delle Antiche Terme Romane: la vista sul paessaggio circostante è mozzafiato.

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Cosa vedere in Val d’Orcia: Pienza

Il mio itinerario fotografico in Val d’Orcia non poteva non includere Pienza. Passeggiando per le sue stradine ho scoperto che Pienza è stata definita la “città ideale”: infatti, un umanista, Enea Silvio Piccolomini, poi divenuto papa, trasformò il suo piccolo villaggio natio in una città perfetta secondo i canoni rinascimentali. Se non bastasse questa affascinante genesi per convincervi a fare un salto a Pienza, vi do altri due buoni motivi: a Pienza si può passeggiare per le vie più romantiche d’Italia (Via dell’Amore, Via del Bacio) e, parlando di un altro tipo di amore, quello per il cibo, Pienza è famosissima anche per il suo pecorino, venduto nelle deliziose botteghe lungo la via principale.

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Cosa vedere in Val d’Orcia: vista panoramica da “La Foce”

Ultima tappa del mio itinerario fotografico in Val d’Orcia è stata la vista panoramica dal paesino di La Foce da dove si può ammirare un susseguirsi di curve delineate dagli immancabili cipressi. Per scattare questa foto basta proseguire lungo la Strada della Foce e Fornace (è indicata così su Google Maps): ovviamente il momento perfetto è il tramonto!

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Così si è conclusa la mia giornata a spasso per le strade della Toscana più famosa, quella che appare nelle riviste e per la quale non c’è bisogno di filtri o photoshop perchè è così come appare, bella, autentica e senza fronzoli. Ovviamente aver trascorso la giornata a caccia degli angoli più fotegenici della Val d’Orcia stimola l’appetito: io e il mio compagno di viaggio ci siamo fatti attirare dalla scritta “pasta fatta in casa” di una trattoria lungo la via principale di San Quirico d’Orcia (si chiamava Trattoria Osenna): abbiamo preso pici all’aglione (buonissimi, ma dopo le effusioni sono assolutamente off limits) e pici al ragù bianco, accompagnati da un ottimo calice di vino. Entrambi i piatti erano squisiti e li abbiamo assaporati in un bel giardino, complice la bella giornata di sole. I prezzi sono nella media di un posto turistico ma la qualità è davvero buona, quindi ve lo consiglio!

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