Lago di Sorapis: escursione ad anello da Passo Tre Croci

Se non lo avessi visto con i miei occhi, stenterei quasi a crederci che esista davvero un luogo così magico come il Lago di Sorapis: uno specchio d’acqua dal colore quasi irreale, protetto, come fosse una gemma preziosa, dalle imponenti vette delle Dolomiti. Per arrivarci ho scelto la via più impegnativa, un sentiero difficile ma generoso di paesaggi mozzafiato: ho avuto come l’impressione di essere premiata, ogni volta che riuscivo a superare un tratto impervio, con una vista sempre più incantevole. L’escursione al Lago di Sorapis è stata un crescendo di panorami a perdita d’occhio, che è culminato con la visione, in lontananza, di una macchia color verde acqua. Proprio quel momento rimarrà impresso nella mia mente come il più emblematico della giornata: il Lago di Sorapis era solo un puntino, e ci aspettava ancora almeno un’ora di camminata per raggiungerlo, ma, come si dice, a volte il viaggio è più elettrizzante della meta stessa!

20180910_003945.jpgIn questo post racconterò l’escursione ad anello da Passo Tre Croci al Lago di Sorapis, percorrendo i sentieri 213 e 216 all’andata e 215 al ritorno; non sono un’escursionista esperta, quindi mi limiterò a condividere la mia esperienza personale.

Dove si trova il Lago di Sorapis

Il Lago di Sorapis si trova in provincia di Belluno, tra Cortina d’Ampezzo e Misurina, nelle Dolomiti settentrionali. È situato a 1928 metri di altitudine.

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Come raggiungere il Lago di Sorapis

Il Lago di Sorapis si può raggiungere esclusivamente a piedi, percorrendo vari sentieri. Quelli più accessibili partono da Passo Tre Croci, che si trova lungo la SR 48, a circa 10 minuti di auto da Cortina d’Ampezzo. Per raggiungere Lago di Sorapis, noi abbiamo deciso di fare un’escursione ad anello: all’andata abbiamo percorso i sentieri 213 e 216, al ritorno, invece abbiamo percorso il sentiero 215. È possibile raggiungere il Lago di Sorapis percorrendo sia all’andata che al ritorno il sentiero 215, più agevole e breve rispetto a quello che descriverò di seguito.

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Escursione ad anello da Passo Tre Croci al Lago di Sorapis

La nostra escursione inizia proprio da Passo Tre Croci: lasciamo l’auto in un posteggio, nei pressi di una chiesetta, intorno alle 8.30 (tenete presente che a quell’ora di una domenica di inizio settembre era già quasi del tutto pieno).

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Imbocchiamo il sentiero CAI 216 (il segnavia si trova proprio alle spalle della chiesetta) che ci conduce subito tra i boschi: siamo adrenalici e anche un po’ infreddoliti, vista l’aria frizzantina, quindi camminiamo spediti. La prima parte del percorso alterna parti in lieve salita e pianeggianti, ma è molto piacevole e poco impegnativa. Arriviamo al bivio con il rifugio Tondi: a questo punto bisogna seguire l’indicazione CAI 216 e proseguire a sinistra (il segnavia indica Forcella Marcoira, nostra tappa intermedia, Lago di Sorapis e Rifugio Vandelli, mete finali).

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Subito dopo il bivio, facciamo una prima sosta fotografica: ci sentiamo catapultati dentro una cartolina, circondati, e quasi sovrastati dalla maestosità delle Dolomiti.

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La breve pausa ci permette di raccogliere le energie necessarie per affrontare la parte più difficile del percorso: un ghiaione che risale fino a Forcella Marcoira. Purtroppo non ho fotografie di questa parete rocciosa, perchè durante la scalata ho riposto la mia macchina fotografica nello zaino, visto che in alcuni punti mi sono aiutata con le mani. La scalata è molto impegnativa: trattandosi di un sentiero ghiaioso e ripido bisogna prestare molta, molta attenzione. Alla fine di questa faticosa salita facciamo un’altra pausa per riprendere fiato: ci troviamo ad un passo del cielo, e il paesaggio intorno a noi è talmente incantevole che quasi dimentichiamo la nostra meta finale, il celebre Lago di Sorapis.

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Rinvigoriti dalla sosta, continuiamo a percorrere il sentiero 216 che adesso ci conduce verso una vallata verde. Attraversiamo due tratti esposti, su una cengia attrezzata. Il panorama intorno a noi è mozzafiato: da quassù abbiamo una vista privilegiata su alcune delle vette più belle delle Dolomiti.

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A questo punto inizia la lunga discesa verso il Lago di Sorapis, che a un certo punto si palesa proprio di fronte a noi, in lontananza, come una macchia di un verde acqua intenso, protetta dalle montagne circostanti. Questo è senz’altro il punto del sentiero in cui mi sono emozionata di più: il Lago di Sorapis da vicino è incantevole, ma vederlo dall’alto, dopo aver faticato per ore, regala una sensazione di felicità che è proprio difficile tradurre in parole.

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Arriviamo al Rifugio Vandelli stanchi e affamati, quindi ci mettiamo in coda per ordinare il nostro pranzo: camminiamo da diverse ore, quindi ci meritiamo piatti sostanziosi e una bella fetta di torta!

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La nostra pausa pranzo si conclude con l’avvistamento di due caprioli, che si trovano, in lontananza, proprio sulla parete che abbiamo di fronte, all’uscita dal Rifugio Vandelli.

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Dopo ore e ore di camminata è arrivato il momento di raggiungere le sponde del Lago di Sorapis che avevamo avvistato dall’alto! Ci piacerebbe rimanere lì per ore e ore: il colore dell’acqua ha un effetto ipnotico e facciamo davvero fatica a rimetterci in cammino.

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Per tornare a valle percorriamo il sentiero CAI 215, decisamente più agevole rispetto a quelli che abbiamo scelto all’andata, per raggiungere il Lago di Sorapis. Anche questo sentiero presenta punti esposti e attrezzati, ma sono tratti molto brevi: non a caso questo è il percorso più affollato (abbiamo visto anche molte famiglie con bambini). Anche se il sentiero 215 non regala panorami mozzafiato paragonabili a quelli che abbiamo visto all’andata, non riusciamo a smettere di stupirci della meraviglia del paesaggio che ci circonda: così respiriamo a pieni polmoni l’aria di montagna, passeggiando fra i boschi, fino al ritorno a Passo Tre Croci, da dove siamo partiti.

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Noi abbiamo optato per l’escursione ad anello per raggiungere il Lago di Sorapis perchè volevamo percorrere un sentiero meno frequentato rispetto al CAI 215, almeno all’andata. I sentieri 213 e 216 sono molto impegnativi ma ci hanno regalato così tanti scorci mozzafiato che alla fine, abbiamo apprezzato più il viaggio che la meta! Trattandosi di un sentiero difficile lo sconsiglio a chi non si trova in ottima forma fisica, a chi soffre di vertigini, alle famiglie con bambini e a chiunque non sia sufficientemente esperto per affrontare un percorso così impegnativo.

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Informazioni pratiche sull’escursione al Lago di Sorapis

Quando andare al Lago di Sorapis?

Il Lago di Sorapis è diventato una meta molto celebre delle Dolomiti, quindi tutti i sentieri (specie il 215, che noi abbiamo percorso solo al ritorno) sono molto affollati. Per evitare di trovarsi intrappolati dalla confusione, vi consiglio di partire al mattino molto presto e di evitare i mesi di luglio e agosto.

Quanto tempo si impiega per raggiungere il Lago di Sorapis?

I tempi di percorrenza sono molto soggettivi: per raggiungere il Lago di Sorapis, percorrendo i sentieri 213 e 216, bisogna considerare almeno 3 ore. Noi, che non siamo escursionisti esperti ed allenati, facendo varie soste, abbiamo impiegato  4 ore per arrivare al Rifugio Vandelli. Al ritorno, percorrendo il sentiero 215 in discesa, abbiamo impiegato 1 ora e 40 minuti.

Ci sono fonti d’acqua lungo il percorso?

Lungo la prima parte del sentiero 213 (prima di arrivare al bivio con il Rifugio Tondi) ci sono due fonti d’acqua, a poca distanza l’una dall’altra.

Informazioni sul Rifugio Vandelli

Al Rifugio Vandelli è possibile pranzare e pernottare. Noi ci siamo fermati a pranzo e nonostante la confusione, il servizio è stato celere e molto cortese; per 4 piatti a base di carne, 4 contorni, 4 dolci e 4 bibite abbiamo speso 90 euro.

Come vestirsi per andare al Lago di Sorapis?

Per raggiungere il Lago di Sorapis è consigliabile indossare abiti adeguati a un’escursione in montagna: scarpe da trekking e abbigliamento comodo, a strati.


IMPORTANTISSIMO: il Lago di Sorapis è una meraviglia della natura e come tale deve essere tutelata. Ogni escursionista, non importa se alle prime armi o esperto, non deve lasciare traccia del proprio passaggio: i rifiuti si buttano a valle! Facciamo in modo che anche le generazioni future possano vedere con i loro occhi questo angolo di Italia così simile al paradiso!


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