Cosa vedere a Mykonos in un weekend

La parola Mykonos evoca alla mente di chiunque un “pacchetto” di immagini stereotipe: movida sfrenata, viaggi della maturità, vita da spiaggia e fiumi di champagne. Quindi, potrà apparire quantomeno curiosa la mia idea di organizzare, proprio sull’isola più movimentata delle Cicladi, una sorpresa per festeggiare il compleanno del mio compagno che, come me, preferisce i viaggi di scoperta alle vacanze oziose. Voglio tranquillizzarvi subito: la sorpresa è riuscita benissimo. Nessun viaggiatore è stato trascinato a schiuma-party o feste alcoliche pomeridiane, contro la sua volontà! In realtà non abbiamo fatto fatica a scoprire il lato più intimo di Mykonos: in sella al nostro motorino abbiamo raggiunto promontori in cui ci siamo ritrovati completamente da soli ad ammirare l’orizzonte. Abbiamo navigato verso acque cristalline e incontaminate che si trovano ad un tiro di schioppo dalle ben più note spiagge meridionali dell’isola. Ci siamo svegliati presto per passeggiare per le vie di Chora quando non erano brulicanti di turisti. Abbiamo cercato taverne dove gustare la deliziosa cucina greca. Insomma, ci siamo resi conto da subito che Mykonos accontenta tutti: chi vuole rilassarsi, chi vuole far festa, e chi, come noi, la sceglie come meta di un breve viaggio. Quindi, in questo post non troverete la lista delle spiagge più belle di Mykonos, né una selezione dei locali più alla moda. Troverete degli spunti per organizzare un weekend (anche, e soprattutto, fuori stagione) alla scoperta di un’isola che ha mille volti, ma allo stesso tempo ha una propria, spiccata personalità.

Indice: cosa vedere a Mykonos in un weekend
1. Chora – Mykonos
2. Capo Armenistis e Agios Sostis
3. Le isole di Delos e Rhenia

4. Ovunque vi porti la vostra curiosità

1. Chora – Mykonos

Anche l’itinerario più innovativo non può che partire da qui: dalla Mykonos iconica delle cartoline. Il capoluogo dell’isola è piccolo ma costituito da un dedalo di viuzze in cui il bianco accecante degli edifici si mischia, in un connubio perfetto, con il rosso delle cupole delle chiese e il blu dei balconi. In quel labirinto è facile, ma soprattutto, molto piacevole perdersi, quindi, considerate almeno una mezza giornata da dedicare alla città: il mio consiglio è di andare al mattino presto, o quantomeno prima delle 9 quando sbarcano dalle crociere, che stazionano al porto, i turisti mordi e fuggi. Il modo migliore per scoprire Chora è girare senza meta (lo so, suona strano leggerlo su un blog che si chiama “Diritto alla Meta”!) perchè è un susseguirsi di scorci pittoreschi. Ho però pensato di redigere un elenco nell’elenco, e di raccogliere di seguito i punti che ho preferito del capoluogo di Mykonos (insomma, quelli evidenziati sul mio diario di viaggio e in cui ho scattato mille foto uguali).

– I mulini a vento
Simbolo di Mykonos, non solo perchè sono il punto prediletto per scattare foto-ricordo, ma perchè quando erano in funzione, sfruttavano l’energia eolica: Mykonos è infatti nota come “l’isola dei venti” perchè è battuta tutto l’anno dal “meltemi“, un vento secco che soffia nel mar Egeo. I mulini sono molto fotogenici a ogni ora del giorno, ma al tramonto il promontorio che li ospita diventa magico.

Little Venice
Paese che vai, Venezia che trovi! Anche Mykonos si fregia di avere una sua piccola Venezia: un gruppetto di edifici che si affacciano sul mare, costruiti dai ricchi commercianti nel ‘700.

– Le chiese di Panaghia Paraportiani, Agia Kiriaki, St. Nikolas
Si dice che a Mykonos ci sia una chiesa diversa per ogni giorno dell’anno: non so se sia vero, ma scorrazzando per l’isola ho avvistato decine di piccole cappelle. Anche limitandosi a passeggiare per la Chora, si fa fatica a tenere il conto delle cupole che sbucano qua e là. Le chiesette più pittoresche, secondo me, sono tre: Panaghia Paraportiani, Agia Kiriaki, St. Nikolas (non sono sicura che questo sia il nome corretto, ma è così che la trovate su Google Maps).

– Il vicoletto del Kastro’s Restaurant
Questo è uno di quei punti che oggi, con buona pace dell’Accademia della Crusca, si potrebbe definire “instagrammabile“. A prescindere dai “mi piace”, vale la pena arrivare fin qui perchè proprio alla fine del vicoletto c’è una scala che porta ad uno scoglio: da qui si apre una bellissima vista sul promontorio dei mulini!

– I punti panoramici
Mykonos dall’alto è incantevole: è una macchia bianca quasi ipnotica! I punti migliori per ammirarla sono il Mulino Boni e il celeberrimo 180° Sunset Bar.

Quelli che ho elencato sono, secondo me, gli scorci imperdibili nel capoluogo di Mykonos: a questi se ne aggiungono altri, altrettanto pittoreschi (gattini che prendono il sole, cascate di bouganville, muri ricoperti di acquerelli) che purtroppo non si possono “geolocalizzare” ma che non farete fatica a trovare gironzolando per le vie di Chora.

2. Faro Armenistis e Agios Sostis

Torniamo all’elenco principale, quello dedicato a cosa vedere a Mykonos in un weekend: è arrivato il momento di lasciare il capoluogo, salire in sella al motorino e spostarci verso nord! Purtroppo, per ragioni di tempo, non potevamo visitare tutta la zona settentrionale dell’isola, quindi abbiamo scelto due posti relativamente vicini, situati nella parte nord-occidentale: Capo Armenistis, con il suo faro e la spiaggia di Agios Sostis.
La punta estrema dell’isola ci è piaciuta moltissimo perchè è perennemente esposta al vento: qui non ci sono spiagge dorate ma promontori a picco sul mare, scolpiti dalla potenza del meltemi.

Proprio perchè nella zona nord il vento soffia quasi sempre, le spiagge sono molto meno frequentate (e non attrezzate di sdraio e ombrelloni). Qui non arrivano gli autobus, quindi è possibile arrivare solo con mezzi propri. Se questa prospettiva di tranquillità non bastasse a convincervi ad arrivare fin qui, sappiate che sulla spiaggia di Agios Sostis si affaccia una chiesetta in perfetto stile cicladico che è una vera chicca!

3. Le isole di Delos e Rhenia

A poco più di mezz’ora dalla frenesia di Mykonos si trova l’isola sacra di Delos. Non un’isola qualunque, ma un sito archeologico di fondamentale importanza: è qui, infatti, che secondo la mitologia greca nacquero Apollo-Sole e la sorella gemella Artemide-Luna. Abbiamo passeggiato per diverse ore tra le rovine dell’Antica Delos e siamo arrivati in cima al monte Kynthos dal quale si gode di una vista impareggiabile su tutto l’arcipelago.

Alle famosissime spiagge a sud di Mykonos noi abbiamo preferito le acque cristalline dell’isola di Rhenia, completamente disabitata. Man mano che la barca di avvicinava alla riva il blu intenso si trasformava in verde smeraldo e poi in un azzurro limpidissimo.

Come arrivare a Delos e Rhenia?
Noi abbiamo raggiunto le isole tramite un’escursione organizzata, che abbiamo prenotato il giorno prima. Siamo partiti con una barca a vela intorno alle 10.30 dal Vecchio Porto di Mykonos, dopo circa 45 minuti siamo arrivati a Rhenia dove siamo rimasti fino ad ora di pranzo. Abbiamo mangiato a bordo con souvlaki, tzaziki e insalata greca e poi ci siamo diretti a Delos (dove avevamo 2 ore di tempo per visitare il sito archeologico). Siamo rientrati verso le 17 e navigando verso Mykonos l’abbiamo ammirata dal mare. Il costo dell’escursione era di 85 euro a persona (compreso pranzo e open bar di acqua, bibite e vino). L’escursione è cara ma secondo me ne vale assolutamente la pena: è stata un valore aggiunto al weekend e la metterei in cima alle cose da fare a Mykonos, anche se si rimane solo per un weekend.
Se si vuole visitare la sola Delos è possibile prendere un traghetto che costa 20 euro, ai quali bisogna aggiungere il costo del biglietto di ingresso al sito archeologico (12 euro).

4. Ovunque vi porti la vostra curiosità

Arrivati alla fine di questo elenco posso confessare che il mio obiettivo non era quello di scrivere una guida puntuale su Mykonos. Allora che senso ha questo fiume di parole? Spero senz’altro di aver dato qualche spunto a coloro che visiteranno quest’isoletta dell’Egeo, ma spero, soprattutto, di aver dimostrato che Mykonos è molto di più dell’isola degli eccessi che tutti dipingono. Basta veramente poco per andare oltre questa etichetta e me ne sono resa conto in un momento ben preciso: quando, in sella al nostro super bolide, ho intravisto il tetto di una cappella rossa. Ho chiesto al mio compagno di viaggio di fare una deviazione perchè volevo fotografarla da vicino. La strada era senza sbocco e abbiamo proseguito a piedi. Dopo pochi minuti ci siamo ritrovati in cima ad un promontorio che si affacciava su una spiaggetta deserta. Quel minuscolo lembo di terra non ha un nome e non è indicato nelle mappe, così l’abbiamo soprannominata “la spiaggia del delfino” per via della statua che la caratterizza. Nei miei ricordi quella spiaggia sarà per sempre il simbolo del viaggio di scoperta perchè mi ha ricordato che ovunque, anche nella caotica e mondana Mykonos si può esplorare, scoprire, conoscere.

3 replies »

  1. Mi hai fatto venire una gran voglia di tornarci! Mi ero dimenticata perfino della “little venice” 🤦‍♀️ fotografie spettacolari come sempre Eli!!!

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