Svizzera Boema fai da te: cosa vedere e informazioni utili

Girovagando sul web, mentre cercavo di costruire un itinerario per un viaggio on the road in Repubblica Ceca (potete leggerlo cliccando qui), mi sono innamorata di un paesaggio ritratto in una fotografia: una casetta di legno, appollaiata su una roccia e avvolta dalla foschia, che si specchiava nelle acque di un placido corso d’acqua. Facendo qualche ricerca, ho scoperto che quella casetta si trovava in una delle zone più pittoresche della Repubblica Ceca: la Svizzera Boema, České Švýcarsko in ceco. Così, ho inserito questa tappa quasi alla fine del nostro viaggio e non nego di aver atteso con trepidazione il momento in cui mi sarei trovata al cospetto di quella casetta. Le mie aspettative non sono state deluse: ho scoperto che quell’angolo così fotogenico, che aveva acceso la mia curiosità, era, in realtà, solo uno dei luoghi magici nascosti nei boschi della Svizzera Boema. Abbiamo trascorso meno di due giorni in questo meraviglioso parco, ma questo breve lasso di tempo è bastato per ubriacarci dei colori caldi dell’autunno e dei suoni gentili della natura, che da quelle parti è rigogliosa e prorompente. Questo post è dedicato allo scoperta di quei luoghi incantati che hanno ispirato scrittori (pare che Hans Christian Andersen abbia ambientato qui la fiaba “Regina delle nevi“) e registi (in Svizzera Boema sono state girate alcune scene de “Le cronache di Narnia“).

Indice. Svizzera Boema fai da te: cosa vedere e informazioni utili.
1. Dove si trova la Svizzera Boema e perché si chiama così
2. Come arrivare in Svizzera Boema
3. Quando visitare la Svizzera Boema e cosa vedere
4. Dove alloggiare e mangiare e in Svizzera Boema

1. Dove si trova la Svizzera Boema e perchè si chiama così

La Svizzera Boema si trova a nord-ovest della Repubblica Ceca, al confine con la Germania, dunque non ha nulla a che vedere con la Svizzera, quanto meno se ci si limita a guardare una cartina geografica. Pare, però, che due pittori svizzeri visitando questo remoto angolo di Boemia, all’inizio dell’800, abbiano trovato molte somiglianze con il loro paese natio… da qui il nome un po’ fuorviante, che è stato tramandato fino ad oggi!

2. Come arrivare in Svizzera Boema

Abbiamo raggiunto la Svizzera Boema in macchina, partendo da Praga. La cittadina di Hřensko, considerata la “porta di ingresso” al parco, dista dalla capitale ceca poco meno di due ore (1 ora e 45 minuti circa). Noi siamo arrivati con la nostra auto, perché la Svizzera Boema era una delle tappe del nostro viaggio on the road in Repubblica Ceca: per questo motivo non posso condividere informazioni su come raggiungere questa zona con i mezzi pubblici; ho, però, letto di agenzie che organizzano gite giornaliere con partenza al mattino presto da Praga.

3. Quando visitare la Svizzera Boema e cosa vedere

I viaggiatori che arrivano in questo semi-sconosciuto angolo di Boemia sono attirati dalle meraviglie naturali custodite dai boschi rigogliosi della regione (il 97% della superficie è coperto da boschi). Noi non abbiamo fatto eccezione: abbiamo incluso la Svizzera Boema nel nostro itinerario perchè volevamo staccare la spina, immergerci nella natura e perderci nei boschi, vestiti dei colori dell’autunno. Ecco, credo che l’autunno renda ancora più affascinante questo parco; noi lo abbiamo visitato a metà ottobre: il tempo è stato quasi sempre soleggiato o al massimo nuvoloso, non abbiamo patito il freddo e abbiamo assistito a un trionfo di gialli, rossi e marroni.

Due attrazioni, in particolare, si contendono il titolo di simbolo della Svizzera Boema: Pravčická brána e le Gole di Kamenice; prima di ammirare queste due meraviglie della natura noi abbiamo fatto un trekking che ci ha portati fino al belvedere di Mariina Skala, che mi sento di consigliarvi ancorchè non sia citato tra i punti di interesse imperdibili.
Per ragioni di tempo non siamo riusciti ad attraversare il confine per visitare la Svizzera Sassone, cioè la parte di questo territorio che si trova in Germania: se avete qualche giorno a disposizione, vi suggerisco di includere anche questa zona, che dista non molto da Dresda.
Di seguito descriverò più nel dettaglio le tre tappe che abbiamo visitato.

a) Belvedere di Mariina Skala (Mariina vyhlídka)

Arrivando da Praga, abbiamo fatto una prima sosta nei pressi di Jetřichovice per raggiungere il belvedere di Mariina Skala (potete localizzarlo su Google Maps cercando “Mary’s view“).

Noi abbiamo posteggiato la nostra auto in un grande parcheggio all’aperto, a pagamento (c’è una tariffa giornaliera di 3 euro) e da lì abbiamo iniziato a camminare per circa una quarantina di minuti. Per raggiungere il belvedere si attraversa un bosco che nel 2006 è stato distrutto da un vasto incendio e che al momento è tenuto sotto osservazione come esempio di auto-conservazione della natura: dopo l’incendio, infatti, sono nate nuove specie di alberi, funghi e muschi. La salita verso il belvedere non è difficoltosa: il percorso è breve e ben segnato. Nella parte finale diventa un po’ più impegnativo per la presenza di scaloni naturali di rocce. Il panorama dalla vetta, però, è bello da togliere il fiato: da lassù si ha la prova fotografica che i dintorni sono davvero quasi del tutto coperti di boschi! Questo è in realtà solo uno dei tantissimi percorsi a piedi che si possono percorrere in questa zona della Repubblica Ceca: se si ha a disposizione qualche giorno in più c’è davvero l’imbarazzo della scelta!

b) Pravčická brána

Questa impronunciabile perifrasi è il nome dell’arco naturale più grande d’Europa: sì, avete capito bene, in Repubblica Ceca, a poche centinaia di kilometri da Praga si trova un monumento di roccia da record! Questa tappa è assolutamente imperdibile: noi siamo arrivati in cima nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per vedere il sole tramontare all’orizzonte, e abbiamo assistito a uno spettacolo mozzafiato.

Per raggiungere Pravčická brána bisogna percorrere un sentiero che inizia poco fuori il centro abitato di Hřensko: il percorso è agevole e ben segnalato; si tratta di una salita di circa un’ora ma abbiamo visto tantissime famiglie con bambini (con passeggini al seguito), quindi è senz’altro fattibile.

Una volta arrivati in cima, per accedere è necessario pagare un biglietto di ingresso (3 euro per gli adulti, 1 euro per bambini, studenti e anziani): la biglietteria è “nascosta” dal meraviglioso castello di Sokolí hnízdo, costruito alla fine dell’800 dal duca Edmund Clary-Aldringen, come residenza estiva (non male avere una vista privilegiata sull’arco naturale più grande d’Europa!) – oggi ospita un hotel e un ristorante. Per ulteriori informazioni, compresi gli orari di apertura, potete consultare il sito dedicato, cliccando qui.

Per scattare delle foto d’effetto vi consiglio di raggiungere il punto panoramico che si trova proprio davanti Pravčická brána: per raggiungerlo dovete girare subito a sinistra dopo la biglietteria.

c) Gole di Kamenice

Vi ricordate quella casetta di legno di cui vi ho parlato all’inizio del post? Ecco, è arrivato il momento di svelarvi dove si trova. Quello scorcio che sembra uscito da un libro di fiabe si trova nel cuore delle Gole di Kamenice: un canyon scavato dall’omonimo fiume, affluente dell’Elba. Le gole possono essere attraversate in parte a piedi, percorrendo un sentiero immerso nel bosco, e nei punti in cui il canyon diventa più stretto, solo con delle barchette, sospinte da rematori.

Il sentiero inizia nei pressi del paesino di Hřensko e segue il corso del fiume Kamenice: più precisamente il punto di inizio è situato a fianco dell’hotel “The Gorge Inn – Pension Soutěsky“.

La prima parte della passeggiata, su sentiero quasi pianeggiante, dura una ventina di minuti (escluse le pause fotografiche: noi ne abbiamo fatte parecchie visto che il sentiero si snoda lungo un bosco incantevole).

Giunti alla fine del sentiero non si può più proseguire a piedi: si sale dunque a bordo di piccole imbarcazioni e si attraversa la prima delle due gole, chiamata Edmundova soutěska. Durante la navigazione, che dura circa 15 minuti, il traghettatore mostra alcune rocce che ricordano personaggi famosi e animali: purtroppo da queste parti si parla solo in ceco e in tedesco, quindi la spiegazione è comprensibile solo in parte per chi non capisce queste lingue. La traversata si conclude proprio davanti alla famosa casetta di legno (che in realtà è una delle biglietterie delle gole, tutte costruite in questo stile). Da qui si riprende a camminare a piedi, per circa mezz’ora, per raggiungere un altro punto in cui si attraversano le gole con le stesse imbarcazioni (il secondo tratto è più breve e si chiama Divoká soutěska). Infine, si prosegue ancora a piedi, per circa 30 minuti fino al paesino di Mezní Louka.

ℹ️ GOLE DI KAMENICE: INFORMAZIONI PRATICHE
Dunque ricapitolando, questo è l’itinerario da seguire:

▪️ per visitare la gole di Kamenice si parte dal paesino di Hřensko;

▪️ dopo circa 20 minuti di cammino si arriva in un punto a partire dal quale si può proseguire solo con un’imbarcazione sospinta da un traghettatore: la navigazione dura circa 15 minuti. Prima di salire bisogna munirsi di biglietto, da fare nell’apposita biglietteria che si trova proprio nei pressi dell’imbarcadero;

▪️ si scende dalla barchetta e si prosegue a piedi per altri 30 minuti; poco dopo il punto in cui si arriva in barca c’è un punto di ristoro (di cui vi parlerò più nello specifico nella sezione dedicata a “dove mangiare”);

▪️ per proseguire si attraversa un altro tratto delle gole con la barchetta, anche in questo caso spinta con un bastone da un traghettatore; la seconda traversata è più breve (dura circa 15 minuti). Il biglietto viene emesso dal traghettatore prima di salire in barca;

▪️ si scende dalla barchetta e si prosegue a piedi per altri 30 minuti, fino al paesino di Mezní Louka.

▪️ arrivati a Mezní Louka si può:
a) tornare a Hřensko, a piedi oppure avvalendosi dei bus pubblici oppure ancora di un trenino che si chiama Hřenský expres (noi abbiamo scelto il trenino perchè è stato il primo mezzo ad arrivare). Per ulteriori informazioni sul tragitto e sugli orari vi consiglio di consultare il sito dedicato, cliccando qui.
b) da Mezní Louka parte un sentiero che si chiama Gabrielina Stezka che in poco più di un’ora conduce a Pravčická brána – l’arco naturale di cui vi ho parlato prima. Dunque è possibile fare un circuito ad anello che comprende le due principali attrazioni della Svizzera Boema: Pravčická brána e le Gole di Kamenice;

▪️ il percorso può essere fatto anche in senso contrario a quello che ho descritto;

▪️ per ulteriori informazioni sulle Gole di Kamenice, comprese le tariffe di ingresso, i mesi e gli orari di apertura, vi consiglio di consultare il sito ufficiale, cliccando qui.

4. Dove alloggiare e mangiare e in Svizzera Boema

Noi abbiamo dedicato circa un giorno e mezzo alla Svizzera Boema: abbiamo pernottato ad Hřensko, prima di ripartire alla volta di Karlovy Vary. L’alloggio che abbiamo scelto è stato uno dei punti di forza di questa tappa: abbiamo dormito in una pensione molto particolare, che è uno degli edifici più fotografati del piccolo centro abitato. Si chiama Stara Plynarna ed è stato costruito nel 1905 come sito per la produzione di acetilene, un gas che veniva utilizzato per l’illuminazione: visto che il processo era piuttosto rischioso, fu eretto in un piccolo canyon. Quando la produzione dell’acetilene diventò obsoleta l’edificio fu abbandonato… fino a quando, dopo un’operazione di maquillage, fu adibito ad hotel. Oggi è infatti una pensione molto accogliente: non dimenticherò mai la sensazione di affacciarmi dalla finestrella della camera al mattino e sentirmi immersa nel bosco.

🛏️ Stara Plynarna
Costo per una notte, in camera matrimoniale: 113 euro.

Cosa mi è piaciuto ✔️
– Edificio storico, incastonato in un canyon
– Posizione centrale nel paesino di Hřensko
– Posteggio gratuito (questo è fondamentale perchè in zona ci sono solo posteggi pubblici a pagamento)
– Colazione abbondante (soprattutto quella salata)
– Camera molto accogliente
– Al piano terra c’è un ottimo ristorante

Cosa non mi è piaciuto
– Le camere possono essere raggiunte solo attraverso una scala molto ripida
– Alcuni membri dello staff parlano solo ceco e tedesco (ma sono molto disponibili e cercano di farsi capire)
– La colazione viene servita a partire dalle 8: un po’ tardi se consideriamo che in questa zona si viene per fare trekking.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: consigliato 👍

Per quanto riguarda i pasti, noi abbiamo cenato nella pensione in cui alloggiavamo: abbiamo mangiato bene, le porzioni erano davvero abbondanti (non ho foto dei piatti perchè eravamo affamati dopo i vari trekking e quindi non ho perso neanche un secondo per fotografare le wiener schnitzel giganti che ci hanno servito!).

Durante l’escursione alle gole di Kamenice abbiamo fatto una merenda molto gustosa nel punto di ristoro che si trova più o meno a metà percorso (e precisamente poco dopo il punto in cui si arriva dopo la prima delle due traversate). Abbiamo acquistato un würstel crudo, lo abbiamo cotto da soli nella brace e lo abbiamo mangiato davanti al fiume che scorreva proprio di fronte a noi!

Abbiamo lasciato a malincuore la Svizzera Boema: ricordo bene la sensazione di nostalgia che mi ha assalita quando è arrivato il momento di partire (nostalgia che è stata smussata solo dall’entusiasmo per la meta successiva!). La Svizzera Boema è stata una vera scoperta. In questa regione le imponenti opere della natura convivono in una simbiosi perfetta, con le opere dell’uomo: in alcuni momenti si fa quasi fatica a distinguere le une dalle altre, tanto è armoniosa la loro coesistenza. Concludendo, se cercate un luogo in cui immergervi nella natura, non lontano da una delle più romantiche capitali europee, non posso che consigliarvi di fare un salto nei boschi incantati della Svizzera Boema!

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