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Montagna dei Sette Colori: informazioni e consigli

People usually consider walking on water or in thin air a miracle. But I think the real miracle is not to walk either on water or in thin air, but to walk on earth […]“.
Io credo che il vero miracolo sia vivere ogni giorno con l’entusiasmo di chi ha tutta la vita davanti, e con la consapevolezza di chi sa che potrà morire domani. Il vero miracolo è meravigliarsi delle piccole cose e delle bellezze di questo mondo: ecco, io viaggio per non perdere la capacità di meravigliarmi. E in Perù, in un posto che pare inaccessibile anche per le mappe di Google, di cui non si trova traccia nelle guide cartacee, è successo un piccolo miracolo: ho superato i miei limiti fisici e mentali, ho camminato per più di 15 km, ho resistito quando mi sembrava di non riuscire più a respirare e ho visto coi miei occhi una meraviglia di Madre Natura, o Pachamama come la chiamano da quelle parti. Esiste davvero ed è talmente leggendaria da avere più di un nome: Vinicunca, Cerro Colorado, Rainbow Mountain, La Montagna dei Sette Colori.
Quello alla Rainbow Mountain è stato il primo trekking della la mia avventura peruviana, e non vi nascondo che la sera prima ero veramente agitata perchè temevo di non essere in grado di affrontare la scalata. Non è stato facile, anzi, è stato faticosissimo, ma un passo alla volta, un incoraggiamento dopo l’altro, vedevo quella vetta sempre più vicina, e vi assicuro che quando sono arrivata in cima ho provato una felicità del tutto inedita, un senso di soddisfazione e di comunione con la natura che mai avevo provato prima. Menomale che ho scattato centinaia di fotografie durante quell’escursione, altrimenti, stenterei io stessa a credere di essere arrivata fino in cima. Quel giorno, circondata da uno scenario che sembrava opera di un fine pittore, ho provato la sensazione di occupare il mio posto nel mondo: era lì che dovevo essere, esattamente in quel momento, e lassù c’ero arrivata coi miei piedi, con le mie gambe e con la mia forza di volontà.
Proprio perché la Montagna dei Sette Colori è stata una delle mie tappe preferite del viaggio in Perù, ho pensato di dedicare un post nel quale, oltre a raccontare la mia esperienza, ho deciso di raccogliere tutte le informazioni che, secondo me, bisogna sapere prima di affrontare questo trekking, e in particolare:
1. Cos’è la Montagna dei Sette Colori
2. Informazioni pratiche sull’escursione
3. Il trekking è così impegnativo come dicono?
4. Come vestirsi e cosa portare nello zaino

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Tutto su Machu Picchu: biglietti, trasporti, trekking, alloggi

I momenti che ho trascorso a Machu Picchu sono tutti scolpiti nella mia mente, ma ce n’è uno, in particolare, che riemerge subito appena faccio mente locale su quel luogo magico. Io e il mio compagno di mille avventure avevamo appena solcato i cancelli di Machu Picchu: erano da qualche minuto passate le sei del mattino. Ero talmente pervasa dall’euforia e dall’emozione da apparire quasi stordita. Alla domanda: << Ma perché oggi sei così trepidante?>> ho risposto che Machu Picchu ha da sempre rappresentato nel mio immaginario l’emblema del viaggio e dell’avventura. Quel giorno, scalando migliaia di gradini, ho immaginato di essere un’esploratrice che conquista la meta sognata da una vita. Quel giorno non ho soltanto messo una “x” su una delle voci dell’elenco “7 meraviglie del mondo moderno” o “cose da fare prima di morire“: quel giorno ho realizzato un sogno. Avete presente il film d’animazione “Up!”? Ecco, per me arrivare a Machu Picchu alle prime luci dell’alba è stato come, per Carl Fredricksen arrivare al cospetto delle “Cascate Paradiso”.
Considerato che Machu Picchu è il culmine di qualsiasi viaggio in Perù, ho pensato di raccogliere in questo post tutte le informazioni che ritengo essere utili per organizzare una visita al sito archeologico più famoso del Sud America, in completa autonomia. In particolare, in questo post trovere la mia risposta a queste domande:
1. Informazioni generali (dove acquistare il biglietto, prenotare in anticipo)
2. Come arrivare a Machu Picchu Pueblo (o Aguas Calientes)
3. Come arrivare da Aguas Calientes al sito archeologico
4. Trekking: sì o no? E se sì, quale?
5. Dove mangiare e dormire ad Aguas Calientes

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Perù in 26 giorni: itinerario di viaggio

Prima di partire per il Perù, avevo scritto, nel mio consueto post pre-partenza, di non voler condividere l’itinerario del viaggio che stavo per intraprendere (nonostante ci avessi lavorato per mesi, la sera, finito di lavorare) perché ero sicura che sarebbe stato, se non del tutto stravolto, ma, quanto meno, modificato: effettivamente l’itinerario reale è molto più articolato di quello che avevo trascritto sul mio diario di viaggio, perché è frutto di sensazioni, imprevisti e cambi di programma. Ecco, quindi la versione definitiva del mio itinerario di viaggio in Perù: come sempre, indicherò le distanze percorse, le tappe imperdibili e in fondo al post caricherò una versione in PDF più snella e senza fotografie del mio itinerario. Il post sarà molto lungo, quindi ho preferito essere sintetica e rimandare a post specifici la descrizione puntuale delle singole tappe.

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Viaggio fai da te in Perù, informazioni utili: da come pianificare l’itinerario a cosa mettere in valigia.

Sono tanti i motivi per cui reputo il mio viaggio in Perù il più bello tra quelli fatti fino a questo momento, ma sicuramente, ha giocato un ruolo essenziale il fatto di averlo costruito in autonomia, dall’inizio alla fine, secondo le mie esigenze, seguendo talvolta l’istinto, altre volte mossa dal desiderio di vedere un posto preciso. Il risultato non è stato perfetto, ma l’ho sentito profondamente mio; per questo consiglio a tutti di organizzare il viaggio in Perù in autonomia: non solo perchè si risparmia qualcosa, ma soprattutto per costruire un itinerario per quanto possibile personalizzato, che rispecchi i gusti di ogni viaggiatore. In questo post ho pensato di raccogliere le domande che mi sono state fatte mentre ero in viaggio, che erano anche le mie prima di partire: si tratta di informazioni generali e preliminari per organizzare un viaggio fai da te; nelle prossime settimane pubblicherò vari articoli dedicati all’itinerario e alle singole tappe.

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Il mio Perù in 5 minuti: perché è stato il viaggio più bello della mia vita

Mentre ero in volo, di ritorno da Lima, ho premuto il tasto rewind e ho ripercorso con la mente i ventisei giorni trascorsi in Perù: immagini nitide e quanto mai reali, ancora troppo cariche di emozioni per essere etichettate frettolosamente come ricordi. Ho iniziato a scrivere di getto, pensando di pubblicare quei pensieri come ultima pagina del diario di viaggio virtuale che ho quotidianamente aggiornato sulla pagina Facebook collegata al blog; mi sono resa conto, ben presto, che quel fiume di parole era molto più denso di una pagina di diario, che non c’era un inizio e una fine e che alcuni passaggi raccontavano molto, forse troppo, di me.
Tornare alla vita reale è stato faticoso: il caldo torrido di Milano, che mi ha investita appena uscita dall’aeroporto, è stato molesto come una sveglia stridula che interrompe un sogno bellissimo, di quelli che, al mattino, ricordi nei minimi dettagli. Nonostante io abbia provato – con scarsa convinzione, lo ammetto – a ripristinare il consueto ordine che governa le mie giornate, i pensieri che avevo scritto su quel foglio, alla fine della mia avventura peruviana, facevano capolino da un momento all’altro e mi trascinavano di nuovo in Sud America, vanificando qualunque tentativo di ritorno alla solita routine. Quindi, ho deciso di cedere alla tentazione e di assecondarli quei pensieri: vi racconto perché il viaggio in Perù è stato, senza mezzi termini, il più bello della mia vita.

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Diritto alla meta in Perù: no drama llama!

Una volta ho detto, tra il serio e il faceto, che la mia anima gemella per conquistarmi non deve farmi sentire le farfalle nello stomaco, ma la sensazione che provo la sera prima di partire per un lungo viaggio. In quest’affermazione, che probabilmente è il frutto di un bicchiere di vino di troppo, c’è un fondo di verità: ogni volta che parto per una nuova avventura io mi sento entusiasta, impreparata, adrenalinica, ansiosa, eccitata, come se fosse il primo viaggio. Non importa se ho viaggiato tanto, se ho studiato la Lonely Planet meglio del manuale di Diritto Civile, se ho immaginato l’itinerario nella mia mente con dovizia di particolari: ogni volta che parto, è come se fosse la prima.
Poche cose mi fanno sentire viva come questa reiterazione costante dell’esuberanza delle prime volte.

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Addio, Dio, vado a Bodie! – Alla ricerca dell’oro in una città fantasma californiana

Immaginate la polvere del deserto californiano che si alza alla prima folata di vento.

Immaginate le porte cigolanti del saloon che si spalancano al passaggio sicuro dello sceriffo.

Immaginate una cittadina sperduta nella Sierra Nevada che cresce e muore al ritmo frenetico della corsa all’oro.

Questa è Bodie, o meglio ciò che rimane di Bodie, la città fantasma.

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