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Viaggio fai da te in Perù, informazioni utili: da come pianificare l’itinerario a cosa mettere in valigia.

Sono tanti i motivi per cui reputo il mio viaggio in Perù il più bello tra quelli fatti fino a questo momento, ma sicuramente, ha giocato un ruolo essenziale il fatto di averlo costruito in autonomia, dall’inizio alla fine, secondo le mie esigenze, seguendo talvolta l’istinto, altre volte mossa dal desiderio di vedere un posto preciso. Il risultato non è stato perfetto, ma l’ho sentito profondamente mio; per questo consiglio a tutti di organizzare il viaggio in Perù in autonomia: non solo perchè si risparmia qualcosa, ma soprattutto per costruire un itinerario per quanto possibile personalizzato, che rispecchi i gusti di ogni viaggiatore. In questo post ho pensato di raccogliere le domande che mi sono state fatte mentre ero in viaggio, che erano anche le mie prima di partire: si tratta di informazioni generali e preliminari per organizzare un viaggio fai da te; nelle prossime settimane pubblicherò vari articoli dedicati all’itinerario e alle singole tappe.

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Il mio Perù in 5 minuti: perché è stato il viaggio più bello della mia vita

Mentre ero in volo, di ritorno da Lima, ho premuto il tasto rewind e ho ripercorso con la mente i ventisei giorni trascorsi in Perù: immagini nitide e quanto mai reali, ancora troppo cariche di emozioni per essere etichettate frettolosamente come ricordi. Ho iniziato a scrivere di getto, pensando di pubblicare quei pensieri come ultima pagina del diario di viaggio virtuale che ho quotidianamente aggiornato sulla pagina Facebook collegata al blog; mi sono resa conto, ben presto, che quel fiume di parole era molto più denso di una pagina di diario, che non c’era un inizio e una fine e che alcuni passaggi raccontavano molto, forse troppo, di me.
Tornare alla vita reale è stato faticoso: il caldo torrido di Milano, che mi ha investita appena uscita dall’aeroporto, è stato molesto come una sveglia stridula che interrompe un sogno bellissimo, di quelli che, al mattino, ricordi nei minimi dettagli. Nonostante io abbia provato – con scarsa convinzione, lo ammetto – a ripristinare il consueto ordine che governa le mie giornate, i pensieri che avevo scritto su quel foglio, alla fine della mia avventura peruviana, facevano capolino da un momento all’altro e mi trascinavano di nuovo in Sud America, vanificando qualunque tentativo di ritorno alla solita routine. Quindi, ho deciso di cedere alla tentazione e di assecondarli quei pensieri: vi racconto perché il viaggio in Perù è stato, senza mezzi termini, il più bello della mia vita.

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Diritto alla meta in Perù: no drama llama!

Una volta ho detto, tra il serio e il faceto, che la mia anima gemella per conquistarmi non deve farmi sentire le farfalle nello stomaco, ma la sensazione che provo la sera prima di partire per un lungo viaggio. In quest’affermazione, che probabilmente è il frutto di un bicchiere di vino di troppo, c’è un fondo di verità: ogni volta che parto per una nuova avventura io mi sento entusiasta, impreparata, adrenalinica, ansiosa, eccitata, come se fosse il primo viaggio. Non importa se ho viaggiato tanto, se ho studiato la Lonely Planet meglio del manuale di Diritto Civile, se ho immaginato l’itinerario nella mia mente con dovizia di particolari: ogni volta che parto, è come se fosse la prima.
Poche cose mi fanno sentire viva come questa reiterazione costante dell’esuberanza delle prime volte.

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Addio, Dio, vado a Bodie! – Alla ricerca dell’oro in una città fantasma californiana

Immaginate la polvere del deserto californiano che si alza alla prima folata di vento.

Immaginate le porte cigolanti del saloon che si spalancano al passaggio sicuro dello sceriffo.

Immaginate una cittadina sperduta nella Sierra Nevada che cresce e muore al ritmo frenetico della corsa all’oro.

Questa è Bodie, o meglio ciò che rimane di Bodie, la città fantasma.

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