14

Romantische Strasse d’inverno: itinerario dei mercatini di Natale

Quando ripenso ai giorni trascorsi in Baviera, passeggiando tra i mercatini di Natale dei borghi della Romantische Strasse, mi viene in mente la sfera di vetro che si capovolge e poi ricopre di neve le miniature che ospita al suo interno, perché per quattro giorni sono stata circondata da un’atmosfera ovattata, fiabesca e quasi surreale, che mi ha fatto più volte dubitare di trovarmi davvero nella realtà. La Romantische Strasse è indubbiamente l’itinerario più celebre della Germania, ma quello che vi voglio raccontare in questo post è una sorta di itinerario nell’itinerario: io e il mio compagno di viaggio, infatti, abbiamo scelto di farci guidare dallo spirito del Natale (sì lo ammetto, forse anche dal profumo di vin brulè e zucchero caramellato) e di scovare i mercatini di Natale più caratteristici della Romantische Strasse per farci avvolgere dal calore dell’attesa. Quindi, se state cercando una descrizione circostanziata delle singole tappe della Strada Romantica, o il vostro rapporto con il Natale è paragonabile a quello del Grinch, allora chiudete immediatamente questa finestra, perché il tasso di spirito del Natale che pervade questo racconto di viaggio potrebbe esservi fatale. Se invece rientrate orgogliosamente nella categoria di coloro che a partire dall’8 dicembre ascoltano a raffica canzoni natalizie, sfornano biscotti decorati, acquistano buffi maglioni con pupazzi di neve stampati, bene, allora preparate sciarpa e berretto perché stiamo per partire per un viaggio che si conclude nel paese in cui è sempre Natale.
Questo post assumerà le sembianze di un diario di viaggio perché credo che il criterio cronologico sia quello migliore per descrivere le singole tappe del mio on the road lungo la Romatische Strasse; scriverò, subito dopo di questo, un altro post dedicato alle informazioni pratiche: dove ho dormito, dove ho mangiato, quanti giorni servono per fare questo tipo di viaggio.

DCIM101GOPROGOPR2783.JPG

Continua a leggere

17

5 cose da fare in un weekend d’autunno in Alto Adige

Stavo passeggiando per la strada principale di Vipiteno, quella che conduce alla Torre Civica, simbolo della cittadina alpina per eccellenza; sono entrata in un piccolo negozio per acquistare una calamita, il bottino che porto a casa da ogni viaggio, e dopo aver dato una veloce occhiata a gnomi, riproduzioni di campanacci e cartoline, ho fatto quattro chiacchiere con il negoziante. Tra una considerazione e l’altra sulla bellezza dell’Alto Adige, quel signore dai modi cordiali, ha usato una particolare espressione per definire l’autunno: ha detto, lo ricordo bene, “è il suono dei colori”. Ecco, se dovessi descrivere in poche parole il mio fine settimana in Alto Adige, userei quell’espressione, un po’ contorta, ma tanto evocativa. Bisogna essere attenti per scrutare il suono dei colori autunnali perché quella magia di gialli, rossi, arancioni e marroni è tanto incantevole, quanto fugace: una settimana prima le foglie sono verdissime e quella dopo sono già per terra, secche. Io ho avuto la fortuna di trovarmi nel bel mezzo di quella transizione, in un weekend speciale, quello del mio ventisettesimo compleanno, con la persona che amo: per tre giorni, mi sono fatta avvolgere dai colori caldi dell’autunno, dai raggi del sole che illuminano i laghetti alpini, dal profumo della crema alla vaniglia che accompagna lo strudel. Sono stati giorni lenti, dedicati alla contemplazione della bellezza e voglio raccontarli sintetizzando in 5 punti cosa fare in Alto Adige in un weekend d’autunno.

DCIM101GOPROGOPR2026.JPG

Continua a leggere

1

Viaggio al centro della terra: trekking sui crateri sommitali dell’Etna

Quando rientro da un lungo viaggio sento sempre l’esigenza di tornare nel luogo in cui sono nata, lì dove ci sono i miei affetti più cari e le mie radici: non so per quale motivo, ma dopo essere stata a lungo lontano dalla Sicilia, quando vi faccio ritorno, guardo con occhi nuovi quei posti che conosco quasi a memoria e che hanno fatto da sfondo a gran parte della mia vita. Prendete l’Etna ad esempio, l’avrò visto migliaia di volte: quando sbuffava e riempiva il cielo di nuvoloni neri, quando dava spettacolo con le eruzioni che dalla finestra della mansarda parevano vicinissime, e anche quando era placido e silenzioso. Sì, l’ho visto migliaia di volte, ma pur avendo vissuto per ventitré anni alle pendici del vulcano, non avevo mai raggiunto la zona sommitale e, a dire il vero, non avevo proprio idea di come fosse fatta; fino a qualche giorno fa, quando ho riallacciato le scarpe da trekking con le quali mi sono arrampicata sulle montagne peruviane, e ho deciso di scalare quella che noi siciliani chiamiamo “a muntagna”: un posto che per me era allo stesso tempo familiare e sconosciuto.
Oggi, quindi, vi racconto un viaggio speciale, un viaggio ambientato a pochi kilometri da dove sono nata ma che mi ha stupita come, o forse più, di un’avventura dall’altra parte del mondo: allacciate le scarpe da trekking, vi porto in cima al vulcano attivo più alto d’Europa!

DSC_0276

Continua a leggere

14

Budapest in un weekend: cosa fare e vedere in tre giorni per scoprire la “regina del Danubio”

Budapest è maestosa.
Budapest è impenetrabile come la lingua ungherese.
Budapest è incantevole.
Budapest è sinuosa come le linee degli edifici in stile art nouveau disseminati in giro per la città.
Budapest è dinamica.
Budapest è resiliente come i ruin pub che da tristi edifici diroccati si sono trasformati in locali di tendenza.
Budapest è malinconica.
Budapest è romantica come le passeggiate in riva al Danubio al chiaro di luna.
Budapest è elegante.
Budapest è accogliente, come le étkezde, le locande che servono piatti tipici, sui cui tavoli si trova, accanto al sale e al pepe, anche la paprika.
Potrei usare mille aggettivi ed immagini evocative per descrivere la bellezza della capitale ungherese e le sensazioni che ho provato tornandoci, a distanza di qualche anno, per festeggiare il compleanno di una persona molto speciale. So bene, però, che ci sono emozioni, momenti, paesaggi che nel momento stesso in cui si prova a descriverli a parole, perdono subito un po’ della loro magia. Consapevole di questo limite, voglio raccontare cosa ho visto e fatto durante i miei tre giorni a Budapest, sperando che i suggerimenti basati sulla mia esperienza possano invogliare chi legge a partire al più presto, per farsi coinvolgere in prima persona dal fascino irresistibile della regina del Danubio.

DSC_0247 Continua a leggere

11

5 cose da fare in un giorno nell’isola di Capri (oltre i soliti cliché)

L’aliscafo rallenta, eccola Capri, iconica, frivola, sofisticata; mostra sin da subito al visitatore il suo lato più sfavillante, quello che la rende inconfondibile: il mix di colori brillanti e intensi del porto di Marina Grande. Era proprio questa l’immagine che conservavo di Capri, immortalata nella mia mente come in una cartolina, ricordo di un viaggio di qualche anno fa. Insomma, ricordavo la Capri leziosa, quella che rapisce per il suo peculiare connubio di dolce vita declinata in salsa partenopea, che la rende allo stesso tempo mondana, vivace e accogliente. Qualche giorno fa, però, tornando a Capri, in occasione di una gita improvvisata, ho scoperto dei lati di quest’isola fuori dal tempo, che non conoscevo, e neanche immaginavo: paesaggi mozzafiato, luoghi appartati, e una bellezza travolgente e autentica. Il post di oggi è dedicato alla mia ri-scoperta di Capri: vi racconto cinque cose da fare in un giorno per scoprirne l’essenza, al di là della sua irresistibile facciata di isola patinata.

DSC_0205

Continua a leggere

3

Cosa vedere nel nord del Portogallo: la Valle del Douro

La cartella nella quale ho conservato le foto del mio viaggio in Portogallo è una di quelle che riguardo nelle giornate uggiose o frenetiche, quando sento il bisogno di rivivere un viaggio intenso e caleidoscopico, rimanendo seduta sul divano di casa. Scorrendo quelle fotografie, suddivise in sei sotto-cartelle, perché erano davvero troppe! – mi sembra di sentire lo stesso vento che ha accompagnato le mie passeggiate sui promontori a picco sull’oceano, quel vento che sapeva di libertà, di progetti, di nuovi inizi. Mi è capitato, in questi giorni, di aprire la cartella “Viaggio in Portogallo 28 luglio – 17 agosto 2016” e mi sono resa conto di non aver dato seguito a quel proposito espresso nel post dedicato all’itinerario: dedicare alle tappe più importanti del mio on the road, un articolo dettagliato. Ho pensato di rimediare e di iniziare a ripercorrere quel viaggio da una tappa che non era programmata ma mi ha stupita tantissimo, tanto che, ogni qual volta mi viene chiesto qualche suggerimento sui posti da vedere in Portogallo, rispondo senza esitazione, di fare un salto nella Valle del Douro.

DSC_0443

Continua a leggere

6

7 posti da vedere nelle Marche: lo stupore suscitato da un “viaggio dietro l’angolo”

Nel mio personale vocabolario la parola viaggiare ha un significato molto ampio e comprende decine di concetti; tra le tante accezioni, quella che forse prediligo, è viaggiare nel senso di scoprire luoghi inesplorati, sconosciuti o sottovalutati, ancorché geograficamente vicini: mi entusiasma l’idea di visitare un posto che non figura nella mia lista di “luoghi da vedere prima di morire”, arrivare lì con la mente completamente libera da aspettative e preconcetti e poi lasciarmi stupire. Ecco, con le Marche è accaduto proprio così: l’idea di visitare questa regione del centro Italia non aveva mai sfiorato la mia mente fino a qualche giorno fa, quando, al momento di decidere dove trascorrere il ponte lungo del 25 aprile, ho scartato le favorite Umbria e Toscana per partire in macchina, senza un itinerario preciso, alla volta delle Marche. Ebbene sì, se dovessi descrivere con una sola parola i miei quattro, bellissimi, intensi giorni trascorsi in questa regione, sceglierei la parola “stupore”. Sono rimasta stupita dalla natura incontaminata e selvaggia della costa e dell’entroterra, dal fascino dei borghi arroccati sulle colline verdissime, dall’ospitalità diretta e genuina dei marchigiani. Ma, sinceramente, ciò che mi stupisce ancora di più è quanto poco le Marche siano note come destinazione turistica. Quindi, ho pensato che il modo migliore per sdebitarmi idealmente con questa terra, le cui potenzialità ho ignorato fino a pochi giorni fa, è descriverne in maniera sintetica, e sperabilmente efficace, le bellezze. Vi racconto quindi, in sette punti punti, quali luoghi hanno suscitato il mio stupore durante quello che ho ribattezzato un “viaggio di scoperta dietro l’angolo”.

DSC_0204

Continua a leggere