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Tutto su Machu Picchu: biglietti, trasporti, trekking, alloggi

I momenti che ho trascorso a Machu Picchu sono tutti scolpiti nella mia mente, ma ce n’è uno, in particolare, che riemerge subito appena faccio mente locale su quel luogo magico. Io e il mio compagno di mille avventure avevamo appena solcato i cancelli di Machu Picchu: erano da qualche minuto passate le sei del mattino. Ero talmente pervasa dall’euforia e dall’emozione da apparire quasi stordita. Alla domanda: << Ma perché oggi sei così trepidante?>> ho risposto che Machu Picchu ha da sempre rappresentato nel mio immaginario l’emblema del viaggio e dell’avventura. Quel giorno, scalando migliaia di gradini, ho immaginato di essere un’esploratrice che conquista la meta sognata da una vita. Quel giorno non ho soltanto messo una “x” su una delle voci dell’elenco “7 meraviglie del mondo moderno” o “cose da fare prima di morire“: quel giorno ho realizzato un sogno. Avete presente il film d’animazione “Up!”? Ecco, per me arrivare a Machu Picchu alle prime luci dell’alba è stato come, per Carl Fredricksen arrivare al cospetto delle “Cascate Paradiso”.
Considerato che Machu Picchu è il culmine di qualsiasi viaggio in Perù, ho pensato di raccogliere in questo post tutte le informazioni che ritengo essere utili per organizzare una visita al sito archeologico più famoso del Sud America, in completa autonomia. In particolare, in questo post trovere la mia risposta a queste domande:
1. Informazioni generali (dove acquistare il biglietto, prenotare in anticipo)
2. Come arrivare a Machu Picchu Pueblo (o Aguas Calientes)
3. Come arrivare da Aguas Calientes al sito archeologico
4. Trekking: sì o no? E se sì, quale?
5. Dove mangiare e dormire ad Aguas Calientes

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Perù in 26 giorni: itinerario di viaggio

Prima di partire per il Perù, avevo scritto, nel mio consueto post pre-partenza, di non voler condividere l’itinerario del viaggio che stavo per intraprendere (nonostante ci avessi lavorato per mesi, la sera, finito di lavorare) perché ero sicura che sarebbe stato, se non del tutto stravolto, ma, quanto meno, modificato: effettivamente l’itinerario reale è molto più articolato di quello che avevo trascritto sul mio diario di viaggio, perché è frutto di sensazioni, imprevisti e cambi di programma. Ecco, quindi la versione definitiva del mio itinerario di viaggio in Perù: come sempre, indicherò le distanze percorse, le tappe imperdibili e in fondo al post caricherò una versione in PDF più snella e senza fotografie del mio itinerario. Il post sarà molto lungo, quindi ho preferito essere sintetica e rimandare a post specifici la descrizione puntuale delle singole tappe.

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Viaggio al centro della terra: trekking sui crateri sommitali dell’Etna

Quando rientro da un lungo viaggio sento sempre l’esigenza di tornare nel luogo in cui sono nata, lì dove ci sono i miei affetti più cari e le mie radici: non so per quale motivo, ma dopo essere stata a lungo lontano dalla Sicilia, quando vi faccio ritorno, guardo con occhi nuovi quei posti che conosco quasi a memoria e che hanno fatto da sfondo a gran parte della mia vita. Prendete l’Etna ad esempio, l’avrò visto migliaia di volte: quando sbuffava e riempiva il cielo di nuvoloni neri, quando dava spettacolo con le eruzioni che dalla finestra della mansarda parevano vicinissime, e anche quando era placido e silenzioso. Sì, l’ho visto migliaia di volte, ma pur avendo vissuto per ventitré anni alle pendici del vulcano, non avevo mai raggiunto la zona sommitale e, a dire il vero, non avevo proprio idea di come fosse fatta; fino a qualche giorno fa, quando ho riallacciato le scarpe da trekking con le quali mi sono arrampicata sulle montagne peruviane, e ho deciso di scalare quella che noi siciliani chiamiamo “a muntagna”: un posto che per me era allo stesso tempo familiare e sconosciuto.
Oggi, quindi, vi racconto un viaggio speciale, un viaggio ambientato a pochi kilometri da dove sono nata ma che mi ha stupita come, o forse più, di un’avventura dall’altra parte del mondo: allacciate le scarpe da trekking, vi porto in cima al vulcano attivo più alto d’Europa!

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Viaggio fai da te in Perù, informazioni utili: da come pianificare l’itinerario a cosa mettere in valigia.

Sono tanti i motivi per cui reputo il mio viaggio in Perù il più bello tra quelli fatti fino a questo momento, ma sicuramente, ha giocato un ruolo essenziale il fatto di averlo costruito in autonomia, dall’inizio alla fine, secondo le mie esigenze, seguendo talvolta l’istinto, altre volte mossa dal desiderio di vedere un posto preciso. Il risultato non è stato perfetto, ma l’ho sentito profondamente mio; per questo consiglio a tutti di organizzare il viaggio in Perù in autonomia: non solo perchè si risparmia qualcosa, ma soprattutto per costruire un itinerario per quanto possibile personalizzato, che rispecchi i gusti di ogni viaggiatore. In questo post ho pensato di raccogliere le domande che mi sono state fatte mentre ero in viaggio, che erano anche le mie prima di partire: si tratta di informazioni generali e preliminari per organizzare un viaggio fai da te; nelle prossime settimane pubblicherò vari articoli dedicati all’itinerario e alle singole tappe.

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Il mio Perù in 5 minuti: perché è stato il viaggio più bello della mia vita

Mentre ero in volo, di ritorno da Lima, ho premuto il tasto rewind e ho ripercorso con la mente i ventisei giorni trascorsi in Perù: immagini nitide e quanto mai reali, ancora troppo cariche di emozioni per essere etichettate frettolosamente come ricordi. Ho iniziato a scrivere di getto, pensando di pubblicare quei pensieri come ultima pagina del diario di viaggio virtuale che ho quotidianamente aggiornato sulla pagina Facebook collegata al blog; mi sono resa conto, ben presto, che quel fiume di parole era molto più denso di una pagina di diario, che non c’era un inizio e una fine e che alcuni passaggi raccontavano molto, forse troppo, di me.
Tornare alla vita reale è stato faticoso: il caldo torrido di Milano, che mi ha investita appena uscita dall’aeroporto, è stato molesto come una sveglia stridula che interrompe un sogno bellissimo, di quelli che, al mattino, ricordi nei minimi dettagli. Nonostante io abbia provato – con scarsa convinzione, lo ammetto – a ripristinare il consueto ordine che governa le mie giornate, i pensieri che avevo scritto su quel foglio, alla fine della mia avventura peruviana, facevano capolino da un momento all’altro e mi trascinavano di nuovo in Sud America, vanificando qualunque tentativo di ritorno alla solita routine. Quindi, ho deciso di cedere alla tentazione e di assecondarli quei pensieri: vi racconto perché il viaggio in Perù è stato, senza mezzi termini, il più bello della mia vita.

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Diritto alla meta in Perù: no drama llama!

Una volta ho detto, tra il serio e il faceto, che la mia anima gemella per conquistarmi non deve farmi sentire le farfalle nello stomaco, ma la sensazione che provo la sera prima di partire per un lungo viaggio. In quest’affermazione, che probabilmente è il frutto di un bicchiere di vino di troppo, c’è un fondo di verità: ogni volta che parto per una nuova avventura io mi sento entusiasta, impreparata, adrenalinica, ansiosa, eccitata, come se fosse il primo viaggio. Non importa se ho viaggiato tanto, se ho studiato la Lonely Planet meglio del manuale di Diritto Civile, se ho immaginato l’itinerario nella mia mente con dovizia di particolari: ogni volta che parto, è come se fosse la prima.
Poche cose mi fanno sentire viva come questa reiterazione costante dell’esuberanza delle prime volte.

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Budapest in un weekend: cosa fare e vedere in tre giorni per scoprire la “regina del Danubio”

Budapest è maestosa.
Budapest è impenetrabile come la lingua ungherese.
Budapest è incantevole.
Budapest è sinuosa come le linee degli edifici in stile art nouveau disseminati in giro per la città.
Budapest è dinamica.
Budapest è resiliente come i ruin pub che da tristi edifici diroccati si sono trasformati in locali di tendenza.
Budapest è malinconica.
Budapest è romantica come le passeggiate in riva al Danubio al chiaro di luna.
Budapest è elegante.
Budapest è accogliente, come le étkezde, le locande che servono piatti tipici, sui cui tavoli si trova, accanto al sale e al pepe, anche la paprika.
Potrei usare mille aggettivi ed immagini evocative per descrivere la bellezza della capitale ungherese e le sensazioni che ho provato tornandoci, a distanza di qualche anno, per festeggiare il compleanno di una persona molto speciale. So bene, però, che ci sono emozioni, momenti, paesaggi che nel momento stesso in cui si prova a descriverli a parole, perdono subito un po’ della loro magia. Consapevole di questo limite, voglio raccontare cosa ho visto e fatto durante i miei tre giorni a Budapest, sperando che i suggerimenti basati sulla mia esperienza possano invogliare chi legge a partire al più presto, per farsi coinvolgere in prima persona dal fascino irresistibile della regina del Danubio.

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