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Viaggio al centro della terra: trekking sui crateri sommitali dell’Etna

Quando rientro da un lungo viaggio sento sempre l’esigenza di tornare nel luogo in cui sono nata, lì dove ci sono i miei affetti più cari e le mie radici: non so per quale motivo, ma dopo essere stata a lungo lontano dalla Sicilia, quando vi faccio ritorno, guardo con occhi nuovi quei posti che conosco quasi a memoria e che hanno fatto da sfondo a gran parte della mia vita. Prendete l’Etna ad esempio, l’avrò visto migliaia di volte: quando sbuffava e riempiva il cielo di nuvoloni neri, quando dava spettacolo con le eruzioni che dalla finestra della mansarda parevano vicinissime, e anche quando era placido e silenzioso. Sì, l’ho visto migliaia di volte, ma pur avendo vissuto per ventitré anni alle pendici del vulcano, non avevo mai raggiunto la zona sommitale e, a dire il vero, non avevo proprio idea di come fosse fatta; fino a qualche giorno fa, quando ho riallacciato le scarpe da trekking con le quali mi sono arrampicata sulle montagne peruviane, e ho deciso di scalare quella che noi siciliani chiamiamo “a muntagna”: un posto che per me era allo stesso tempo familiare e sconosciuto.
Oggi, quindi, vi racconto un viaggio speciale, un viaggio ambientato a pochi kilometri da dove sono nata ma che mi ha stupita come, o forse più, di un’avventura dall’altra parte del mondo: allacciate le scarpe da trekking, vi porto in cima al vulcano attivo più alto d’Europa!

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