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Viaggio al centro della terra: trekking sui crateri sommitali dell’Etna

Quando rientro da un lungo viaggio sento sempre l’esigenza di tornare nel luogo in cui sono nata, lì dove ci sono i miei affetti più cari e le mie radici: non so per quale motivo, ma dopo essere stata a lungo lontano dalla Sicilia, quando vi faccio ritorno, guardo con occhi nuovi quei posti che conosco quasi a memoria e che hanno fatto da sfondo a gran parte della mia vita. Prendete l’Etna ad esempio, l’avrò visto migliaia di volte: quando sbuffava e riempiva il cielo di nuvoloni neri, quando dava spettacolo con le eruzioni che dalla finestra della mansarda parevano vicinissime, e anche quando era placido e silenzioso. Sì, l’ho visto migliaia di volte, ma pur avendo vissuto per ventitré anni alle pendici del vulcano, non avevo mai raggiunto la zona sommitale e, a dire il vero, non avevo proprio idea di come fosse fatta; fino a qualche giorno fa, quando ho riallacciato le scarpe da trekking con le quali mi sono arrampicata sulle montagne peruviane, e ho deciso di scalare quella che noi siciliani chiamiamo “a muntagna”: un posto che per me era allo stesso tempo familiare e sconosciuto.
Oggi, quindi, vi racconto un viaggio speciale, un viaggio ambientato a pochi kilometri da dove sono nata ma che mi ha stupita come, o forse più, di un’avventura dall’altra parte del mondo: allacciate le scarpe da trekking, vi porto in cima al vulcano attivo più alto d’Europa!

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“Lessico famigliare”: la ricetta dei biscotti e quella della felicità

La mia agenda è ordinata secondo un criterio preciso; segno i miei impegni e appuntamenti con colori diversi: con il pennarello nero gli adempimenti legati al lavoro e allo studio, con il pennarello blu le idee relative al blog e, infine, con il pennarello rosso tutto ciò che ha a che vedere con la sfera personale. Nell’ultimo periodo la mia agenda è stata invasa da chiazze di inchiostro nero, e per questo motivo il blog è stato silente. Ci sono dei periodi, che coincidono in genere con quelli in cui sono più oberata di lavoro, in cui ho bisogno, negli spazi riservati al tempo libero, di dedicare del tempo di qualità alle persone a cui voglio bene: è una questione di priorità ed equilibrio.                                                                                                                                            Per questo motivo, non avevo programmato un post sul weekend che ho trascorso in Sicilia, a casa dei miei genitori: sono stati giorni spensierati, intensi e semplici, di quella semplicità che profuma di zagara e dei miei biscotti preferiti, quelli che preparano la mamma e la zia, quando torno nel periodo pasquale. Insomma, gli aneddoti legati allo scorso weekend non sono di certo “materiale” per scrivere un articolo: sono puro “lessico famigliare“, preziosi per chi li ha vissuti in prima persona, ma difficilmente intellegibili dagli altri. Eppure riguardando le fotografie che ho scattato, ho pensato che c’era una storia che vale la pena di essere raccontata, perchè in fondo, ha a che fare con un viaggio: con il mio viaggio in Sicilia, con questi mesi in cui non ho scritto post sul blog e, soprattutto coi miei viaggi futuri.

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Savoca: il borgo siciliano oltre il mito cinematografico

Mentre percorrevo la strada tortuosa che da Santa Teresa di Riva conduce a Savoca mi sono chiesta cosa abbiano pensato Francis Ford Coppola e la sua troupe quando all’inizio degli anni ’70 si avventurarono su questo stesso tragitto che, curva dopo curva, conduce in cima al borgo celebre per aver ospitato il set de “Il Padrino“.

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10 cose da fare ad Acireale: turista nella mia città

Ho deciso di fare un esperimento: vivere una settimana da turista nella città in cui sono nata e cresciuta, guardando con occhi nuovi i posti che ho visto di sfuggita miliardi di volte. Il risultato dell’esperimento è condensato in questo decalogo: vi suggerisco (almeno) dieci cose da fare, durante tutto l’anno, ad Acireale, la città dei cento campanili e del Carnevale, che guarda al mar Mediterraneo, sovrastata da un vulcano buono.

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