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Marocco: itinerario di viaggio on the road

Il Marocco è uno di quei Paesi che si presta più di altri ad essere esplorato on the road. Non importa con quale mezzo – noi ad esempio, abbiamo mantenuto un profilo bassissimo, scegliendo una Dacia Logan davvero essenziale, che non aveva nè l’aria condizionata, nè i finestrini automatici. Ciò che conta è attraversare il Marocco piano, guardando il paesaggio che cambia fuori dal finestrino: parti che sei nel deserto e a fine giornata ti ritrovi tra colline verdi, oppure vedi la terra declinarsi in mille sfumature di colore, o, ancora, vedi le distese di palme che, dopo centinaia di kilometri, lasciano il passo a foreste di cedri. Per visitare il Marocco tutto e bene, non basterebbero tre settimane, ma, purtroppo, bisogna fare i conti con il calendario e le scadenze, e scendere a compromessi. Noi avevamo nove giorni di tempo e siamo stati favoriti da un ottimo piano voli che ci ha consentito di sfruttare sia il primo che l’ultimo giorno in Marocco: siamo atterrati a Marrakech alle otto del mattino e siamo ripartiti da Fés nel tardo pomeriggio. In questo intervallo di tempo abbiamo percorso centinaia di kilometri on the road: di seguito descriverò dettagliatamente le singole tappe del nostro itinerario, indicando le distanze e le ore di viaggio (potete scaricare la versione in PDF, senza immagini cliccando QUI).

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Laguna 69, la gemma nascosta del Perù

Non ricordo dove e quando ho visto una foto della Laguna 69, gironzolando sul web, so solo che già nelle prime bozze di itinerario del viaggio in Perù, questa tappa si era guadagnata lo status di meta irrinunciabile, nonostante fosse completamente fuori mano. Così, io e il mio compagno di viaggio abbiamo cercato la soluzione migliore per raggiungere questo angolo di Perù, ancora preservato dal turismo di massa, e abbiamo scelto la Laguna 69 come lieto fine della nostra prima avventura sudamericana. Quel giorno alla Laguna 69 è stato un mix esplosivo di sentimenti contrastanti: ci siamo arrabbiati, stancati, meravigliati, abbiamo riso a crepapelle ma soprattutto ci siamo resi conto che gli imprevisti possono stravolgere le giornate, ma che imparare a gestirli con il sorriso sulle labbra è la chiave per la buona riuscita di ogni grande avventura! In questo post vi racconto quella giornata memorabile, partendo, come sempre dalle informazioni utili per organizzare il trekking alla Laguna 69.

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Romantische Strasse d’inverno: itinerario dei mercatini di Natale

Quando ripenso ai giorni trascorsi in Baviera, passeggiando tra i mercatini di Natale dei borghi della Romantische Strasse, mi viene in mente la sfera di vetro che si capovolge e poi ricopre di neve le miniature che ospita al suo interno, perché per quattro giorni sono stata circondata da un’atmosfera ovattata, fiabesca e quasi surreale, che mi ha fatto più volte dubitare di trovarmi davvero nella realtà. La Romantische Strasse è indubbiamente l’itinerario più celebre della Germania, ma quello che vi voglio raccontare in questo post è una sorta di itinerario nell’itinerario: io e il mio compagno di viaggio, infatti, abbiamo scelto di farci guidare dallo spirito del Natale (sì lo ammetto, forse anche dal profumo di vin brulè e zucchero caramellato) e di scovare i mercatini di Natale più caratteristici della Romantische Strasse per farci avvolgere dal calore dell’attesa. Quindi, se state cercando una descrizione circostanziata delle singole tappe della Strada Romantica, o il vostro rapporto con il Natale è paragonabile a quello del Grinch, allora chiudete immediatamente questa finestra, perché il tasso di spirito del Natale che pervade questo racconto di viaggio potrebbe esservi fatale. Se invece rientrate orgogliosamente nella categoria di coloro che a partire dall’8 dicembre ascoltano a raffica canzoni natalizie, sfornano biscotti decorati, acquistano buffi maglioni con pupazzi di neve stampati, bene, allora preparate sciarpa e berretto perché stiamo per partire per un viaggio che si conclude nel paese in cui è sempre Natale.
Questo post assumerà le sembianze di un diario di viaggio perché credo che il criterio cronologico sia quello migliore per descrivere le singole tappe del mio on the road lungo la Romatische Strasse; scriverò, subito dopo di questo, un altro post dedicato alle informazioni pratiche: dove ho dormito, dove ho mangiato, quanti giorni servono per fare questo tipo di viaggio.

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5 cose da fare in un weekend d’autunno in Alto Adige

Stavo passeggiando per la strada principale di Vipiteno, quella che conduce alla Torre Civica, simbolo della cittadina alpina per eccellenza; sono entrata in un piccolo negozio per acquistare una calamita, il bottino che porto a casa da ogni viaggio, e dopo aver dato una veloce occhiata a gnomi, riproduzioni di campanacci e cartoline, ho fatto quattro chiacchiere con il negoziante. Tra una considerazione e l’altra sulla bellezza dell’Alto Adige, quel signore dai modi cordiali, ha usato una particolare espressione per definire l’autunno: ha detto, lo ricordo bene, “è il suono dei colori”. Ecco, se dovessi descrivere in poche parole il mio fine settimana in Alto Adige, userei quell’espressione, un po’ contorta, ma tanto evocativa. Bisogna essere attenti per scrutare il suono dei colori autunnali perché quella magia di gialli, rossi, arancioni e marroni è tanto incantevole, quanto fugace: una settimana prima le foglie sono verdissime e quella dopo sono già per terra, secche. Io ho avuto la fortuna di trovarmi nel bel mezzo di quella transizione, in un weekend speciale, quello del mio ventisettesimo compleanno, con la persona che amo: per tre giorni, mi sono fatta avvolgere dai colori caldi dell’autunno, dai raggi del sole che illuminano i laghetti alpini, dal profumo della crema alla vaniglia che accompagna lo strudel. Sono stati giorni lenti, dedicati alla contemplazione della bellezza e voglio raccontarli sintetizzando in 5 punti cosa fare in Alto Adige in un weekend d’autunno.

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Montagna dei Sette Colori: informazioni e consigli

People usually consider walking on water or in thin air a miracle. But I think the real miracle is not to walk either on water or in thin air, but to walk on earth […]“.
Io credo che il vero miracolo sia vivere ogni giorno con l’entusiasmo di chi ha tutta la vita davanti, e con la consapevolezza di chi sa che potrà morire domani. Il vero miracolo è meravigliarsi delle piccole cose e delle bellezze di questo mondo: ecco, io viaggio per non perdere la capacità di meravigliarmi. E in Perù, in un posto che pare inaccessibile anche per le mappe di Google, di cui non si trova traccia nelle guide cartacee, è successo un piccolo miracolo: ho superato i miei limiti fisici e mentali, ho camminato per più di 15 km, ho resistito quando mi sembrava di non riuscire più a respirare e ho visto coi miei occhi una meraviglia di Madre Natura, o Pachamama come la chiamano da quelle parti. Esiste davvero ed è talmente leggendaria da avere più di un nome: Vinicunca, Cerro Colorado, Rainbow Mountain, La Montagna dei Sette Colori.
Quello alla Rainbow Mountain è stato il primo trekking della la mia avventura peruviana, e non vi nascondo che la sera prima ero veramente agitata perchè temevo di non essere in grado di affrontare la scalata. Non è stato facile, anzi, è stato faticosissimo, ma un passo alla volta, un incoraggiamento dopo l’altro, vedevo quella vetta sempre più vicina, e vi assicuro che quando sono arrivata in cima ho provato una felicità del tutto inedita, un senso di soddisfazione e di comunione con la natura che mai avevo provato prima. Menomale che ho scattato centinaia di fotografie durante quell’escursione, altrimenti, stenterei io stessa a credere di essere arrivata fino in cima. Quel giorno, circondata da uno scenario che sembrava opera di un fine pittore, ho provato la sensazione di occupare il mio posto nel mondo: era lì che dovevo essere, esattamente in quel momento, e lassù c’ero arrivata coi miei piedi, con le mie gambe e con la mia forza di volontà.
Proprio perché la Montagna dei Sette Colori è stata una delle mie tappe preferite del viaggio in Perù, ho pensato di dedicare un post nel quale, oltre a raccontare la mia esperienza, ho deciso di raccogliere tutte le informazioni che, secondo me, bisogna sapere prima di affrontare questo trekking, e in particolare:
1. Cos’è la Montagna dei Sette Colori
2. Informazioni pratiche sull’escursione
3. Il trekking è così impegnativo come dicono?
4. Come vestirsi e cosa portare nello zaino

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Tutto su Machu Picchu: biglietti, trasporti, trekking, alloggi

I momenti che ho trascorso a Machu Picchu sono tutti scolpiti nella mia mente, ma ce n’è uno, in particolare, che riemerge subito appena faccio mente locale su quel luogo magico. Io e il mio compagno di mille avventure avevamo appena solcato i cancelli di Machu Picchu: erano da qualche minuto passate le sei del mattino. Ero talmente pervasa dall’euforia e dall’emozione da apparire quasi stordita. Alla domanda: << Ma perché oggi sei così trepidante?>> ho risposto che Machu Picchu ha da sempre rappresentato nel mio immaginario l’emblema del viaggio e dell’avventura. Quel giorno, scalando migliaia di gradini, ho immaginato di essere un’esploratrice che conquista la meta sognata da una vita. Quel giorno non ho soltanto messo una “x” su una delle voci dell’elenco “7 meraviglie del mondo moderno” o “cose da fare prima di morire“: quel giorno ho realizzato un sogno. Avete presente il film d’animazione “Up!”? Ecco, per me arrivare a Machu Picchu alle prime luci dell’alba è stato come, per Carl Fredricksen arrivare al cospetto delle “Cascate Paradiso”.
Considerato che Machu Picchu è il culmine di qualsiasi viaggio in Perù, ho pensato di raccogliere in questo post tutte le informazioni che ritengo essere utili per organizzare una visita al sito archeologico più famoso del Sud America, in completa autonomia. In particolare, in questo post trovere la mia risposta a queste domande:
1. Informazioni generali (dove acquistare il biglietto, prenotare in anticipo)
2. Come arrivare a Machu Picchu Pueblo (o Aguas Calientes)
3. Come arrivare da Aguas Calientes al sito archeologico
4. Trekking: sì o no? E se sì, quale?
5. Dove mangiare e dormire ad Aguas Calientes

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Perù in 26 giorni: itinerario di viaggio

Prima di partire per il Perù, avevo scritto, nel mio consueto post pre-partenza, di non voler condividere l’itinerario del viaggio che stavo per intraprendere (nonostante ci avessi lavorato per mesi, la sera, finito di lavorare) perché ero sicura che sarebbe stato, se non del tutto stravolto, ma, quanto meno, modificato: effettivamente l’itinerario reale è molto più articolato di quello che avevo trascritto sul mio diario di viaggio, perché è frutto di sensazioni, imprevisti e cambi di programma. Ecco, quindi la versione definitiva del mio itinerario di viaggio in Perù: come sempre, indicherò le distanze percorse, le tappe imperdibili e in fondo al post caricherò una versione in PDF più snella e senza fotografie del mio itinerario. Il post sarà molto lungo, quindi ho preferito essere sintetica e rimandare a post specifici la descrizione puntuale delle singole tappe.

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