Un weekend nel regno di ghiaccio: Lago di Bled e Alta Carniola

Si dice che i momenti più felici siano quelli in cui ci scolleghiamo dal mondo e perdiamo la cognizione del tempo: il weekend in Slovenia l’ho vissuto del tutto “offline“, tant’è che non ve n’è traccia su nessuno dei social network collegati al blog. I giorni trascorsi in Alta Carniola sono stati inspettati, onirici e surreali, complice l’atmosfera fiabesca del lago di Bled. Ho custodito gelosamente il ricordo di quel weekend, ma credo che sia un vero peccato non condividere la bellezza dei luoghi che ho visitato; per questo, ho pensato di condividere il mio itinerario, cercando, per quanto possibile, di “depurarlo” dalle sensazioni che hanno trasformato il mio viaggio in un sogno ad occhi aperti nel regno di ghiaccio.

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Mai come questa volta l’itinerario del viaggio è stato plastico e influenzato dall’impressione suscitate sul momento: la meta iniziale, il celebre lago di Bled, è stata la base di partenza per esplorare i dintorni di questa meravigliosa regione della Slovenia, che ha tantissimo da offrire in tutte le stagioni.

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Giorno 1

Il primo giorno è stato per metà dedicato al viaggio, breve sosta a Ljubljana per il pranzo, arrivo sul lago di Bled nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per vedere il cielo tingersi dei colori del tramonto dalla camera dell’hotel. La prima impressione del lago è stata completamente diversa dall’idea che avevo in testa: ingenuamente, non mi aspettavo che il lago fosse sepolto da una spessa lastra di ghiaccio e quindi è stato molto suggestivo vederlo in versione pista di pattinaggio, con i bambini che giocavano a hockey e facevano piroette!

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Il lago di Bled è circondato da un sentiero pedonale di circa 6 km: l’ideale è percorrerlo tutto per godersi il panorama da ogni prospettiva e, possibilmente, a diverse ore del giorno… Inutile spiegare a parole quanto sia suggestivo e romantico lo scorcio del lago sosvrastato dal castello e incorniciato dalle luci notturne degli edifici.

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Giorno 2

L’indomani mattina il lago di Bled è, inaspettatamente, avvolto da una fitta coltre di nebbia: quindi, cambio di programma, si va verso un altro lago, distante circa mezz’ora da Bled: il lago Bohinj. La fama del celebre lago di Bled ha in parte oscurato le potenzialità di questo specchio d’acqua, che io ho trovato altrettanto suggestivo anche se in maniera diversa: oltre ad essere meno affollato di turisti, il lago Bohinj è autentico e senza fronzoli, regala un’esperienza naturalistica genuina perchè ci si sente completamente assorbiti dal paesaggio circostante fatto solo di montagne, boschi e acqua cristallina.

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Anche il lago Bohinj era completamente ghiacciato, perciò, confortata dal fatto che non vi fosse nessuno nei paraggi, e che quindi potevo anche scivolare sul ghiaccio senza finire goffamente nella foto di un turista giapponese, mi sono avventurata a camminare – rectius pattinare – sulle acque congelate del lago.

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A differenza del lago di Bled, qui non c’è un percorso pedonale che circumnaviga il lago, ma vale la pena fermarsi in diversi punti (ci sono delle piazzole ai lati della strada), tra cui la parte ovest del lago (provenendo da Bled), dove sorge la pittoresca chiesetta di San Giovanni Battista.

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Sperando di trovare lo stesso cielo azzurro, torniamo indietro verso Bled: c’è ancora un velo di nebbia, che però contribuisce a rendere l’atmosfera ancora più magica e surreale.

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La passeggiata lungo il perimetro del lago è imperdibile; ha, tuttavia, un grande effetto collaterale: il lago di Bled è davvero bello come nelle foto che circolano su internet, quindi preventivate un numero imprecisato di soste per guardarlo e immortalarlo da ogni prospettiva, con e senza papere, con il castello di sfondo o con l’isolotto in primo piano,con le panchine che sembrano messe lì proprio per scattare una foto dal sapore nostalgico.

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A proposito di foto che circolano su internet… Dovete sapere che io ho un grosso difetto: guardo, prima di partire, miriadi di foto della meta prescelta, circostanza che implica due gravi conseguenze. La prima è che arrivo ad un livello di auto-esaltazione ingestibile, la seconda è che mi creo delle aspettative sui posti che vedrò. Nel caso di Bled, avevo visto una foto scattata dall’alto che mi era sembrata incantevole: trattandosi di un weekend improvvisato, non avevo avuto modo di studiare bene l’itinerario, quindi avevo raccolto delle informazioni piuttosto vaghe su come raggiungere il belvedere dal quale era stata scattata quella fotografia.

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Avvistate quasi per caso, le indicazioni per i sentieri che conducevano al belvedere mi rendo subito conto di aver decisamente sottovalutato la difficoltà del percorso, visto che dopo uno sprint iniziale rimango letteralmente bloccata sul ghiaccio. Posto che, come è noto, la soglia del pericolo quando si è in viaggio è praticamente inesistente, non desisto e armata di un bastone trovato nel bosco proseguo nella salita. Potrei suscitare la vostra ilarità raccontando le decine di volte che sono stata in procinto di scivolare, ma preferisco mostrarvi cosa mi sono trovata davanti dopo più di 40 minuti di camminata sulla neve.

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So che sembra un cartone animato, ma il panorama era davvero così incantevole. Il belvedere in questione è quello di Osojnica, mentre l’altro, più celebre, con la panchina solitaria che guarda al lago si chiama Ojstrica ed è assolutamente irraggiungibile in inverno se non avete dei ramponi (o, come preferisco chiamarli io, catene da piedi). Dalle indicazioni che trovate sulla strada che costeggia il lato parte un sentiero che poi si biforca: io ho percorso quello più lungo, ma meno insidioso, che conduce a Osojnica; non ho idea di come sia il sentiero durante la bella stagione ma d’inverno posso dire che è abbastanza fattibile, prestando molta attenzione, visto che è quasi del tutto ghiacciato, e indossando scarpe da trekking. In altre parole: se ce l’ho fatta io che sono in grado di prendere storte anche in città, con ai piedi le scarpe da ginnastica, possono farcela proprio tutti.

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Quando il lago non è ghiacciato, è possibile raggiungere l’isolotto che si trova nella parte centrale del lago, con la pletna, la tipica imbarcazione slovena, oppure noleggiando delle barchette a remi. In inverno invece non rimane altra scelta se non quella di attraversare il lago ghiacciato a piedi; dopo aver salito ben 99 scalini si raggiunge la Chiesa dell’Assunzione, famosa perchè all’interno, davanti l’altare, c’è una corda pendente: la leggenda racconta che bisogna tirarla tre volte, facendo così suonare il campanile della chiesa, perchè si avveri un desiderio.

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Personalmente, dopo una giornata trascorsa ad attraversare laghi ghiacciati e a scalare montagne, avevo un solo desiderio: bere una cioccolata calda. Detto fatto: cioccolata e kremna rezina, la torta tipica di questa zona della Slovenia.

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Giorno 3

Nonostante il lago di Bled monopolizzi l’attenzione dei turisti, tutta la regione in cui è situato, l’Alta Carniola, è ricca di attrazioni; l’idea che mi sono fatta dopo questa prima volta in Slovenia è che si tratta di un Paese che ha moltissimo da offrire soprattutto dal punto di vista naturalistico: è una nazione molto verde dove il contatto con la natura e le attività all’aria aperta sono uno stile di vita. Sulla guida, però avevo letto di due cittadine, degne di nota, che ho pensato di visitare l’ultimo giorno, perchè si trovavano proprio sulla strada di ritorno verso casa. La prima è Radovljca, distante da Bled solo pochi kilometri e celebre, soprattutto per il Lectar Museum, il museo del pan di zenzero.

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Il museo è situato all’interno di una locanda ed è una vera chicca: qui si producono i cuori di lectar, che ho scoperto essere uno dei simboli della Slovenia. La visita della piccola sala espositiva consente di vedere tutte le fasi di preparazione di questi dolci ed è veramente piacevole perchè fa percepire la dedizione e l’impegno profuso dalle persone che ci lavorano per salvaguardare una tradizione.

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Ultima tappa di questo itinerario in Slovenia è stata Škofja Loka, cittadina famosa per i colori vivaci delle casette che circondano la piazza principale. Tra tutti i posti visitati, questo è quello che mi ha colpita di meno, anche se il pensiero di dover affrontare il viaggio di ritorno e soprattutto il freddo a dir poco pungente di quel giorno, hanno sicuramente influito sulla mia percezione; quindi mi sono ripromessa di tornarci d’estate, anche perchè si trova ad un tiro di schioppo dalla capitale Ljubljana.

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I giorni trascorsi sulle sponde del lago di Bled e nei suoi dintorni sono stati molto dinamici e caratterizzati da un profondo contatto con la natura, in piena sintonia con lo spirito che anima il popolo sloveno, dedito agli sport all’aria aperta, specie quelli invernali. Per questo ho pensato di condensare il mio weekend in un breve video, che, spero riesca a trasmettere la vivacità di quei giorni oltre che l’indescrivibile bellezza dei paesaggi sloveni!

14 thoughts on “Un weekend nel regno di ghiaccio: Lago di Bled e Alta Carniola

    • Ciao Davide, non sai che piacere mi fa leggere le tue parole! È proprio ciò che spero accada leggendo i miei post… Ti consiglio assolutamente di andare, la Slovenia è veramente una paradiso naturale! 🌲🌲🌲 Grazie per essere passato di qua e buona giornata 😊

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  1. Che meraviglia Eli! Non vedevo l’ora di leggerlo e di vedere le splendide fotografie! A parte che sei bellissima.. Mi piace troppo la fotografia di te incappucciata in mezzo a tutto quel bianco! 🙂
    E comunque anche io ho questa brutta/bella fissa di andare a guardare miliardi di foto e di crearmi aspettative o mettermi in testa idee di voler vedere cose impensabili per il poco tempo che si ha.. Ma io scelgo una meta anche in base alle sensazioni che nascono in me alla vista di certi posti che poi sogno di vedere! Che ci posso fare?!? Splendido itinerario! Non vedo l’ora di andarci! ❤

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  2. Il lago ghiacciato dall’alto è davvero incredibile. Ho paura che, a differenza di come hai fatto te, io mi sarei fatta scoraggiare dal ghiaccio e non sarei salita. Più leggo di Bled e della ricchezza della natura in Slovenia, più mi viene voglia di andarci. Video adorabile ❤️

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    • Io, in realtà, sono una fifona ma era troppa la voglia di vedere quello scorcio, ed effettivamente, a posteriori, penso di aver fatto bene! La Slovenia è meravigliosa, io ho potuto fare solo un breve passaggio ma ci tornerò presto, anche perché non è lontanissima da Milano 😊

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  3. Wow Eli ❤
    le foto del lago di Bled ghiacciato sono sempre uno spettacolo, sono due anni che cerco di andarci ma non mi riesce mai!

    Ho il tuo stesso vizio: prima di visitare un posto, cerco su instagram e sui vari blog più foto e info possibili, creo itinerari folli solo per scattare una foto che mi era sembrata figa (poi magari è 3000 volte meno figa di quella vista in rete) o un determinato dettaglio.

    La prima foto che hai messo è troppo bella 🙂

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