A caccia di azulejos a Porto: 5 cose da vedere

Il primo ricordo che affiora nella mia mente ripensando alla città di Porto è una lunga strada in discesa: da un lato, una fila di macchine posteggiate ad incastro e dall’altro edifici dalle facciate decadenti, ricoperte di piastrelle smaltate; poi sul marciapiede un signore alto, robusto e apparentemente accigliato. Di lì a poco avrei scoperto che quell’omone si chiamava Artur, che era il proprietario dell’appartamento in cui avrei alloggiato per i successivi due giorni, e soprattutto che il suo aspetto burbero celava, in realtà, un animo gentile ed ospitale.

dsc_0852

In quattro e quattr’otto, Artur prese i bagagli, ci mostrò l’appartamento e ci fece accomodare, poi apparecchiò un tavolinetto di vetro con due bicchieri di Porto per ciascuno e dolci a volontà. Ci tenne e specificare che il Porto bianco era molto freddo, perchè era così che andava servito.

Con la naturalezza di chi è in confidenza da tempo, prese una mappa della città e un foglio bianco, e tra un sorso di Porto e l’altro, iniziò a tratteggiare un itinerario dettagliato. Parlò senza sosta per almeno venti minuti, con gli occhi luccicanti di chi ama il luogo in cui vive. Ogni tanto, accennava un sorriso, in particolare quando io annuivo e anticipavo le sue parole; il mio diario era pieno di post-it intitolati “cose da vedere a Porto”: Artur fu compiaciuto della mia preparazione.

Finita la merenda/lezione lo ringraziai e gli dissi che avevo apprezzato in particolare il Porto bianco; lui non rispose e se ne andò. Bussò in camera cinque minuti dopo con in mano una bottiglia di Porto: mi disse che era un regalo di benvenuto in città.

13880246_1169603409728108_192150790552879752_n

Perchè vi ho raccontato questo aneddoto, dilungandomi nei particolari? In questo post ho pensato di descrivere le cinque cose che più mi hanno colpita di Porto, senza però tratteggiare un itinerario sistematico: consideratelo un post scritto “a quattro mani”, perchè molti degli spunti e, soprattutto, l’entusiasmo con cui sono andata alla scoperta della città, sono merito proprio di quel signore apparentamente burbero che vi ho appena descritto.

Ecco, quindi cinque cose da vedere a Porto, secondo me.

1. Street-art

Porto è piena di graffiti: io li ho visti per caso, passeggiando per la città, ma girovando su internet troverete anche degli itinerari appositamente creati per scovarli tutti.

dsc_0452

dsc_0749

2. Azulejos

Mi piacerebbe mostrarvi la cartella di fotografie di Porto: è piena di chiazze blu. Passeggiando per la città mi sono fermata decine di volte a immortalare gli azulejos, decorazioni in ceramica smaltate, che mi hanno ipnotizzata. La stazione ferroviaria di Sao Bento, l’Igreja do Carmo, la Capela das Almas sono tra i luoghi più famosi di Porto in cui perdersi nel blu degli azulejos, ma passeggiando per la città (nei pressi del Mercato do Bolhao, ad esempio) ne trovete tantissimi.

dsc_0865

dsc_0747

dsc_0784

3. Ammirare le facciate delle case della Ribeira seduti lungo la passeggiata che costeggia il Douro

Se un viaggiatore si trovasse a passare per Porto e avesse solo un’ora di tempo a disposizione, gli suggerirei di sedersi in una panchina lungo il fiume, preferibilmente al tramonto, lasciando dondolare i suoi pensieri come i barcos rabelos carichi di botti.

csc_0556

dsc_1105

4. Visitare una delle cantine di Gaia

Non potete andare via da Porto senza aver fatto una degustazione del vino omonimo in una delle cantine del quartiere di Gaia. Non farete fatica a trovarle, visto che ce ne sono almeno una quindicina, una di fianco all’altra; io ho fatto la visita guidata (in italiano) e la degustazione presso le cantine Burmester, al costo di 3 euro.

dsc_0847

dsc_0842

5. Entrare nella Livraria Lello

Prima di partire, avevo letto che questa è considerata una delle librerie più belle al mondo. Ho voluto verificare di persona e nononostante fosse strapiena di gente non posso che confermare la bellezza di questa gemma neo-gotica. In alta stagione è presa d’assalto dai turisti, quindi vi consiglio di andare al mattino presto per evitare la fila in biglietteria (che è situata sul lato opposto del marciapiede. Il biglietto costa 3 euro).

dsc_0739

dsc_0722

Porto mi ha incantata per questi e mille altri motivi che, però, si possono percepire solo passeggiando per le sue strade. E’ una città attraversata da una curiosa contraddizione: ha un aspetto decadente e quasi nostalgico, ma un’anima festosa e lieve.

dsc_0697

L’ultimo ricordo che affiora nella mia mente ripensando alla città di Porto è una lunga strada in discesa: da un lato, una fila di macchine posteggiate ad incastro e dall’altro edifici dalle facciate decadenti, ricoperte di piastrelle smaltate; poi sul marciapiede, affacciati dall’uscio della porta Artur e Alda, sua moglie. Eravamo in procinto di ripartire, quindi dopo i saluti e i ringraziamenti di rito, ognuno di loro pronunciò una frase breve e lapidaria; ciò che mi colpì fu non solo il significato di quel messaggio ma anche la perfetta armonia con la quale due persone diverse riuscirono a veicolare un concetto complementare, con la complicità di chi ha deciso di condividere un progetto di vita.

<< Be happy… always! >> disse Artur. Alda aggiunse, con un sorriso che le riempì il volto: << That’s the secret!>>.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...